venerdì 20 marzo 2015

Tolkien tra fumetti e cartoons

Tolkien tra fumetti e cartoon
di Oronzo Cilli

Disegno di Vladymyr Lukash
In alcune manifestazioni alle quali ho partecipato come conferenziere, ho parlato sul rapporto tra J. R. R. Tolkien, con le sue maggiori opere, e il mondo dei fumetti e dei cartoon. Un tema facilitato dalla passione di collezionista unita a quella di lettore di fumetti.
In passato, nel nostro paese in pochi si sono cimentati nel ricostruire quel fantastico rapporto nato agli inizi degli anni Settanta e proseguito fino ad oggi tra citazioni ed espliciti riferimenti. Tra chi ne ha scritto, cito Nicola Farinelli, autore dell’articolo Tolkien e i fumetti pubblicato sul primo numero della rivista Endore dell’aprile 1999, del quale ho tratto importanti spunti.
In questa pagina, proverò a sviluppare il mio intervento – con riferimento anche a pubblicazioni straniere - precisando, sin da subito e per onestà verso il lettore, che non potrò essere esaustivo giacché riporterò solo ciò che è di mia diretta conoscenza e per questo chiedendo aiuto, laddove si riterrà opportuno, a integrarlo o correggerlo segnalandomi testi e riferimenti a me oggi non ancora noti.


FUMETTI

Gli adattamenti de Lo Hobbit

The Hobbit e la rivista Princess (1964-1965)
Il primo e unico adattamento di un’opera di Tolkien pubblicato quando questi era ancora vivo, apparve nella prima metà degli anni Sessanta sulla rivista inglese per ragazzine adolescenti, Princess
Nel dicembre 1963 l’editore della rivista, Fleetway Publications, chiese a Tolkien di poter adattare e pubblicare la storia de Lo Hobbit sotto forma d’illustrazioni con un testo didascalico riadattato. Tolkien confermò l’interesse specificando però che avrebbe voluto vedere prima le illustrazioni e soprattutto chiese che Gollum fosse ritratto come un mostro. L’idea prese forma ma, con il tempo, vide modificata l’impostazione originaria. E così, nell’agosto 1964, la Fleetway chiese all’Allen and Unwin l’autorizzazione a pubblicare una riduzione del testo de Lo Hobbit, da pubblicare su dieci o dodici numeri, accompagnate dalle illustrazioni (quattro o cinque) dell’artista Ferguson Dewar. L’editore Allen and Unwin concesse il permesso dopo aver avuto il nulla osta, lo stesso mese, di Tolkien che aggiunse, però, alcuni commenti alle illustrazioni – in particola modo sul Gandalf che doveva essere meno magician e più wizard – anche se consapevole che la critica non sarebbe stata utile. Tolkien aggiunse di modificare – con riferimento alla parola nani - il plurale dwarves, da lui utilizzato nel testo, con il più corretto dwarfsLa correzione fu accolta, anche se nel testo rimasero elvish and elven nella forma
preferita da Tolkien anziché sostituirli con i più appropriati elfish and elfin. A fine agosto l’Allen and Unwin ricevette il primo numero e le illustrazioni furono considerate “deliziose”.  Tra il 10 ottobre 1964 e il 16 gennaio 1965, sulla rivista Princess apparvero cinque-sei pagine con il racconto riadattato de Lo Hobbit accompagnato dalle illustrazioni di Dewar. Il testo fu tagliato in molti punti e presentava alcune piccole riscritture. A ragione si può considerare quest’adattamento come il primo testo-fumetto de Lo Hobbit.

The Hobbit e la Bulgaria comunista (1986-1989)
Il periodo compreso tra la fine del 1970 e tutto il decennio successivo, si è rivelato il più fecondo per fumetti bulgari come Chuden Sviat e soprattutto Duga (Дъга, tr. “Arcobaleno”), il cui primo numero uscì alla fine del 1979 e che dopo un anno registrava 180 mila copie stampate. La rivista vedeva strisce sul folklore bulgaro, la situazione politica del paese, opere letterarie classiche, la geografia del mondo, storia antica, del XX secolo e spesso aveva un paginone con giochi e cruciverba e l’immancabile pagina dei lettori. Il padre e direttore artistico fu Georgi Gadelev che raccolse le matite più promettenti della Bulgaria come Rumen Petkov, Evgeni Yordanov, Hristo Kardjilov e Petar Stanimirov. Nel 1986, tredici anni dopo la scomparsa di Tolkien, il numero 25 della rivista pubblicò le prime due pagine di un adattamento, non autorizzato, de Lo Hobbit, dal titolo Билбо Бегинс или дотам и обратно disegnato da Sotir Gelev, un noto regista e artista bulgaro. L’adattamento delle avventure di Bilbo Baggins occupò complessivamente 38 pagine distribuite in nove numeri tra il 1986 e il 1989. Nello specifico: 1986, n. 25 (pp. 2 qui); 1987, n. 27 (pp. 4 qui); 1987, n. 28 (pp. 4 qui); 1987, n. 29 (pp. 4 qui); 1988, n. 31 (pp. 5 qui); 1988, n. 32 (pp. 5 qui); 1988, n. 33 (pp. 5 qui); 1989, n. 34 (pp. 5 qui) e 1989, n. 35 (pp. 4 qui).

Lo Hobbit di David Wenzel (1989-1990)
Nel 1989 l’Eclipse Comics pubblicò un adattamento in tre volumi de Lo Hobbit riadatto da Chuck Dixon con i disegni di David T. Wenzel. Pubblicato inizialmente in tre volumi, nel 1990 fu raccolto dallo stesso editore in un libro singolo e, nella stessa versione, uscì in Italia per Rusconi tradotto da Caterina Ciuferri con il titolo Lo Hobbit a fumetti. Il testo, in questa versione, è stato pubblicato in Italia nel 2000 dalla Bompiani.
Nel 2006, l’inglese HarperCollins pubblica una nuova versione riveduta che ha visto la completa scannerizzazione delle tavole originali, in modo da migliorarne i colori e l’aggiunta di particolari realizzati dallo stesso Wenzel, come il nuovo disegno per la copertina. Si tratta, sicuramente, del miglior adattamento de libro di Tolkien oggi in circolazione tradotto in numerose lingue compreso il giapponese.

The Hobbit POP-UP (1999)
Tra i fumetti non si può ignorare l’edizione in POP-UP del 1999 pensato da Mike Haines, ideato e adattato graficamente da Andrew Baron e Bernard Van Geet con le magnifiche illustrazioni di John Howe. The Hobbit si compone di 5 Diorami 3D che raffigurano alcune scene salienti del libro e sono: "Una riunione inaspettata"; "Indovinelli nell'oscurità"; "Mosche e ragni”; "Un ladro di notte" e "Scoppia il temporale". Ogni diorama, che è accompagnato da una scheda estraibile laterale con un adattamento del testo di Tolkien, attraverso un sistema di fili e le leve vede muovere e animare le immagini. Di questa edizione ho conoscenza delle traduzioni in francese e portoghese.


Gli adattamenti de Il Signore degli Anelli


Il fumetto di Louis Bermejo (1979-1981)
Nel 1978, il regista e animatore americano Ralph Bakshi diresse il primo adattamento del Signore degli Anelli utilizzando il sistema del rotoscopio, la tecnica di animazione utilizzata per creare un cartone animato dove le figure umane appaiono realistiche. Il film d’animazione non ottiene però lo sperato successo fermandosi alla Battaglia del Fosso di Helm. Ispirati al film si produssero diversi gadget, poster, edizioni musicali, fotonovel, film book (in Italia pubblicato da Rusconi), libri promozionali, come in Giappone, edizioni dei libri di Tolkien con le immagini di copertina prese dal film (come in Inghilterra, Francia e Svizzera) e persino un fumetto disegnato dal famoso artista spagnolo Louis Bemejo sotto licenza della Tolkien Enterprises che ne deteneva i diritti.
Il primo volume del fumetto del Signore degli Anelli uscì per la prima volta in Italia nel 1979 per la Rizzoli Junior in edizione gigante e cartonata, con i restanti due volumi pubblicati nel 1980 e 1981, e, come per il film di Bakshi, rimase incompiuto.
Il primo volume, infatti, termina con Frodo stremato dopo che al Guado del Bruinen I Cavalieri Neri sono spazzati via (La Compagnia dell’Anello, Fuga al Guado); il secondo con Sam che raggiunge Frodo dopo che quest'ultimo decide di proseguire da solo (La Compagnia dell’Anello, La Compagnia si scioglie) e il terzo, infine, con Gollum che decide di accompagnare Sam e Frodo da Shelob (Le due Torri, Le scale di Cirith Ungol). L’edizione italiana si presenta con i disegni di Bemejo, la traduzione di Gaetano Salinas e l’adattamento di Nicola Cuti
Il fumetto ebbe un buon successo al punto da essere pubblicato sin da subito in diversi paesi, tutti europei, con l’esclusione di quelli di lingua anglosassone a causa di problemi con il copyright. Fu pubblicato in Finlandia, Taru Sormusten Herrasta; Germania, Der Herr der Ringe; Spagna, El Senor de Los Anillos; Islanda, Hringadrottins saga; Danimarca, Ringenes Herre; Svezia, Sagan om Ringen e Olanda, In de Ban van de Ring. Quest’ultima edizione è l’unica a riportare l’indicazione che il fumetto era tratto dal film di Bakshi. Tutte le edizioni riportano la stessa copertina tranne che la prima edizione italiana, che ne presenta una differente.

Il Signore degli Anelli (1985)

La storica rivista settimanale per ragazzi Il Giornalino, fondata da don Giacomo Alberione nel 1924, e pubblicata dalle Edizioni San Paolo di Alba sul numero 49 dell'11 dicembre 1985 pubblica tre tavole de IlSignore degli Anelli e in particolare la Fuga del Guado. C'è da ammettere che i personaggi sono raffigurati in maniera molto "libera" con Aragorn, Frodo, Merry e Pipino con i baffi; gli hobbit alti quanto Aragorn; Sauron con sembianze umane, una tunica rossa, la corona e seduto su un trono; i Cavalieri Neri che parlano ed Elrond con un mantellino rosso. La cosa più assurda di questi disegni, a mio avviso, è Gandalf con barba e completamente calvo! Scritto da Renata Gelardini, a illustrarlo è Paolo Piffarerio, un grande illustratore italiano, scomparso purtroppo nel giugno 2015, noto per un numero impressionante di lavori e anche per aver sostituito Magnus come disegnatore regolare di Alan Ford.

Il Signore degli Anelli bulgaro (1989-1992)
Dopo la serie completa dell’adattamento de Lo Hobbit apparso sulla rivista bulgara Duga tra il 1986 e il 1989, ecco la proposizione di un adattamento del Signore degli Anelli iniziata nel 1989 dal numero 36. La pubblicazione, purtroppo, si fermò alla sola Compagnia dell’Anello a causa dell’avvenuta chiusura della rivista per problemi finanziari. L’adattamento, titolato Властелинът на пръстените, vide la sceneggiatura di Kancho Kozhuharov e i disegni di Sotir Gelev, lo stesso che aveva realizzato i disegni per Lo Hobbit. Il fumetto apparve sui numeri: 1989, n. 36 (pp. 5 qui); 1990, n. 38 (pp. 5 qui); 1990, n. 39 (pp. 5 qui); 1991, n. 40 (pp. 6 qui); 1991, n. 41 (pp. 6 qui) e 1992, n. 42 (pp. 6 qui).


Parodie de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit


La prima parodia dell’opera di Tolkien è stata certamente Bored of the Rings del 1969 scritto da Harvard Lampoon, un gruppo di studenti americani. Qui si riportano le parodie complete a fumetti uscite in Italia e all’estero, tralasciando le migliaia di strisce pubblicate in sessant’anni su riviste, periodici e magazine di tutto il mondo.

The King of the Ring (1976)
Uno dei primi adattamenti dell’opera maggiore di Tolkien è probabilmente quello pubblicato sulla rivista PLOP numero 23 dall’americana DC COMICS dell’ottobre 1976. Una parodia a colori poco conosciuta e quasi dimenticata il The King of the Ring di JR Trollkin, disegnato e adattato da Wally (Wallace) Wood, si sviluppa su sei pagine e vede camei del Principe Valiant, Snoopy e dei Sette Nani.
La rivista PLOP è una rivista uscita in soli 24 numeri con venature umoristiche, comiche e horror che vedeva all’interno matite molto note come Sergio Aragones e Willy Wood, quest’ultimo scomparso nel 1981 e noto, tra le altre cose, per aver inventato il costume rosso di Daredevil.

Paperino e il Signore del Padello (1995)

La storia "Paperino e il Signore del Padello" è uscita per la prima volta in Italia il 17 ottobre del 1995 nel numero 2081 di Topolino (la prima parte) con una tiratura di 504.260 copie al prezzo di 2.800 lire e il 24 ottobre dello stesso anno nel numero 2082 (la seconda parte), con tiratura di 496.990 al prezzo di 2.800 Lire. In seguito la storia è stata pubblicata nel gennaio 2002 nello Speciale Disney n. 25 dedicato a "Spade, Paperi e Maghe”. Poi ancora nei Super Miti Mondadori, ne "Il Papero di Troia", n. 47 nel maggio 2004. A seguire il 9 ottobre 2006 nella collana "I Classici della Letteratura" n. 23; nella collana “Disney Fantasy” n. 5 e infine – almeno fino ad oggi – nella collana Super Disney n. 61, raccolta Il Topo d Spade uscito nell’aprile 2015.
Nella storia c’è tanto Tolkien ma anche Terry Brooks e la sua Spada di Shannara. Racconta la storia del prode Paperino Dormisodo e del sesto talismano, un anello, ormai caduto nelle mani dell'oscuro signore e della riunione alle porte di Duecentorri di orchi, elfi e troll per conquistare la città. L’oscuro signore non riesce a impadronirsi del Padello di Durin Battiferro capace di mostrare il futuro e donare forza e saggezza a chi mangerà le pietanze in esso cucinate.


Het Verband van de Ring - De parodie die léuker is dan de film (2003)


L’editore olandese Silvester, nel 2003 pubblica un volume di 49 pagine con copertina di Etienne Le Roux e tavole degli illustratori: Mike, Civiello, Paul Cauut, Fabien Laouer, Luigi Critone, Le Roux, Guillaume Lapeyre, Fred Simon, Stéphane Créty, Olivier Milhiet e Nicolas Nemeri. Una parodia del film di Peter Jackson titolata Het Verband van de Ring. Si legge sulla copertina: “Queste sono le storie dell'Anello che nessuno ha mai avuto il coraggio di raccontare in un libro o un film. 25 grandi illustratori, ciascuno con la propria interpretazione, raccontano il libro di Tolkien. Il risultato è un mix sorprendente di stili e umorismo”. Tra gli autori, anche l’italiano Luigi Critone nato a Sant’Arcangelo in Basilicata nel ’71, residente a Parigi, che ha esordito nel mercato francese a marzo 2005 con il primo volume de "La rose et la croix", storia ispirata alla vita dell’alchimista tedesco Johann Böttger. Critone, collabora come illustratore con lo studio Inklink ed insegna anatomia e disegno alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. Nel volume appare anche Yoda di Star Wars.

Il Signore dei Porcelli (2003)

È di certo la prima parodia italiana della storia dell’Anello, solo che al posto del giovane Frodo troviamo un simatico cinghiale dalle zanne blu, Zannablù. Ne Il Signore dei Porcelli, Zannablù è affiancato dal mago Gandolfo che lo guida in giro per la Terra di un Quarto, con l’intento di distruggere l'anello nel monte Fatto ("quello che fuma più di tutti"). Altri luoghi visitati sono la locanda del "Puledro Spennato" o le miniere di Muoria fin nell'oscurità di Porkor dove regna il temibile Pauron. 
Autori sono Stefano Bonfanti e Barbara Barbieri. La parodia prende spunto dal testo di Tolkien ma anche, e soprattutto, dai due primi film di Peter Jackson La Compagnia dell’Anello e Le due Torri. Nel 2014, in occasione di Lucca Comics, gli autori ripropongono la storia in versione restaurata e colorata dove il lettore ritroverà la locanda del "Puledro Spennato", le pericolose miniere di Muoria e l'oscurità di Porkor. Questa nuova edizione vede anche l’aggiunta della riedizione a colori di “Zannablù non deve morire”.
Questa originale parodia porta anche alla produzione di una serie speciale di accendini ad essa ispirata, raccolti in uno speciale espositore.

Il Signore dei Ratti (2004)
Nel novembre 2004 esce in edicola per la Panini Comics, una nuova parodia del libro di Tolkien e della trilogia cinematografica di Peter Jackson, targata Rat-Man e firmata da Leo Ortolani, che la realizza in meno di un mese: Il Signore dei Ratti.
Protagonista della storia il giovane Bolo (Frodo), un sempliciotto che si crede uno stregone, noto come il signore dei ratti che si ritrova tra le mani il magico anello creato da Bulbo (Sauron). La storia presenta, in parodia, tutti i luoghi tolkieniani dalle Terre di Qua (Terra di Mezzo) a Monte Fuso (Monte Fato), ai personaggi principali come Sedobren Gocce (Gandalf), Grandbrakko (Aragorn), Annabello l’elfa transessuale (Legolas) e nano (Gimli), figlio di Nano, re dei Nani.
Volume in 64 pagine uscì la prima volta nel 2004 in occasione di Lucca Comics, dove furono vendute tutte le 900 copie in quasi un solo giorno. Nel febbraio 2007 arrivò la nuova edizione Il Signore dei Ratti Nuova Edizione (Special Events n° 56) con alcune variazioni di colore sul titolo e l’aggiunta di alcune pagine che portarono l’originario 64 pagine a ottanta, ristampato poi nell'ottobre 2010, Il Signore dei Ratti Platinum Edition (Special Events n° 71). I due numeri del 2007 e 2010 registrano il numero di vendite più alto nel mese di uscita per la Panini Comics. Nel 2013 è uscita una nuova ristampa Il Signore dei Ratti Diamond Edition.

Uma Jornada Inesperada (2014)*

Il 5 febbraio 2014, nelle librerie ed edicole brasiliane arriva il numero 1792 di Pato Donald, il nome portoghese del nostro Paperino, pubblicato dalla Abril e contente la storia Uma Jornada Inesperada, parodia disenyana del primo capitolo cinematografico de Lo Hobbit diretto da Peter Jackson. Un’avventura che vede impegnati Topolino e Paperino. A disegnarlo l’italiano Andrea Freccero, illustratore di Genova che collabora da circa venticinque anni con Disney Italia, per i fumetti, libri e copertine. Un artista che ha preso parte a diversi progetti editoriali come consulente creativo, character designer, e molto altro. Di questo volume, Freccero ha anche disegnato la bellissima copertina.

O Senhor dos Pincéis (2014)*


Nel novembre 2014, in Brasile, esce O Senhor dos Pincéis (tr. Il Signore dei Pennelli), l'edizione numero 48 dei classici del cinema, pubblicato semestralmente da Monica. Il mago Gandalfão (Gandalf), Cebolodo (Bilbo) e i suoi compagni di viaggio partono per  distruggere "un pennello" evitare soprattutto che cada nelle mani di Sousaron, superando molti pericoli e inseguiti da Bugolum (Gollum) che reclama il pennello per sé.. Ma dovranno affrontare molti pericoli pur essendo seguito da Bugolum, si desidera che il pennello indietro. Il guardiano Cascaragorn (Aragorn), il nano Glimácio (Gimli), l'elfo Legolouco (Legolas) e Contramir (Boromir) sono alcuni dei personaggi che partecipano a questa avventura. La sceneggiatura è di Flavio Teixeira de Jesus.

L'Anello dei Signori
Uscito nell’ottobre 2016, e anticipato al Lucca Comics & Games dello stesso anno, L’Anello dei Signori è una parodia del Signore degli Anelli firmata da Roberto Megna (sceneggiatore) e Carlo Lauro (disegnatore), in arte Dick and Cok, pubblicato da Prospettiva Globale (ProGlo). I protagonisti sono due gnorrit, piccoli essere squattrinati che amano l’ozio e l’erba pipa e questa loro “passione” li porta a contrarre debiti con la malavita locale, gli orghetti, che cominciano a braccarli per vedersi saldato il debito. Braccati, i due gnorrit cominciano a girare e nei pressi del Monte Farto s’imbattono nell’anello che Fredo, un hobbit, aveva lanciato nel vulcano. Questo ritrovamento gli fa sperare di poterlo vendere e così ripagare i debiti e per questo cominciano un’avventura che vedrà affiancarli diversi personaggi. Si tratta di una parodia/sequel molto gradevole e ben congegnata nei disegni (a colori) e nella sceneggiatura. Qui è possibile vedere alcune tavole.


Le opere di Tolkien nei fumetti: riferimenti e non solo

Topolino in guerra col gatto Nip (1936)

Dal 19 gennaio al 25 febbraio 1931, negli Stati Uniti uscì come striscia a fumetti, Mickey Mouse Vs. Kat Nipp, interamente realizzata da Floyd Gottfredson con l'aiuto di Earl Duvall, che ne realizzò anche il lettering originale. Il primo giugno del 1936, questa storia arrivò in Italia con il titolo Topolino in guerra col gatto Nip, nella serie Nel Regno di Topolino di Mondadori. In questa storia, Topolino si scontra con il gatto Nipp che non gradisce ospiti nel suo territorio. Tra i due nasce uno scontro a causa della testardaggine di Topolino che non accetta la provocazione. La cosa più interessante di questa storia, e che si collega, in un certo senso a Tolkien, è dato da una striscia della storia in cui Nip, dopo essersi ubriacato con la nepeta, seduto su una staccionata suona un violino e canta “Hey-diddle-diddle The Cat and the Fiddle” che nella versione italiana è tradotta con “Tan Taran Tino Il Gatto e il Violino”. Per gli appassionati di Tolkien quel ritornello riporta alla mente il So the cat on the fiddle played hey-diddle-diddle presente in due suoi lavori: Il Signore degli Anelli e ne Le avventure di Tom Bombadil. A questo punto, qualcuno potrebbe chiedersi come mai si citi la poesia nel fumetto Disney del 1931. In realtà, il testo non è del tutto creato da Tolkien il quale s’ispirò alla filastrocca inglese – che s’ipotizza risalente al XVI secolo - conosciuta come "Hey Diddle Diddle"“Hi Diddle Diddle"The Cat and the Fiddle"  oppure "The Cow Jumped Over the Moon". È probabile, quindi, che Floyd Gottfredson, autore dei testi di Topolino in guerra col gatto Nip abbia attinto dalla stessa fonte di Tolkien.

Zagor (1981, 1991)
Nel 1961, ancora oggi pubblicato, con lo pseudonimo di Guido Nolitta, il grande Sergio Bonelli crea il personaggio di Zagor, reso graficamente da Gallieno Ferri. Chiamato Spirito con la scure dagli indiani che lo credono un essere soprannaturale, vive nell’immaginaria foresta di Darkwood negli Stati Uniti ottocenteschi assieme all’amico Cico e difende la foresta e i nativi americani. Le storie sono arricchite da spunti e personaggi che si muovono tra generi che vanno dal fantasy alla fantascienza e ovviamente al western.
Molti gli spunti tolkieniani all’interno delle sue avventure. Da citare certamente il numero 195 Zagor: Il Signore Nero uscito nell’ottobre 1981 che vede Tiziano Sclavi, l’ideatore di Dylan Dog, firmare la sua prima saga fantasy zagoriana. La storia racconta di un libro che possiede Pierre, amico di Zagor, che gli permette di aprire un passaggio temporale per le terre di Golnor. Pierre è assassinato a Sherbroke e il libro inviato a Zagor poi sottratto da Urmur, il capo dei troll del Signore Nero. Zagor decide d’indagare e oltrepassa il passaggio giungendo a Golno, scontrandosi subito con i troll e lo stregone Mord e poi salvati dal guerriero della stirpe Riol di nome Gald. Nella storia troviamo Elchin, il mago supremo tradito da Mord, e la razza pacifica dei piccoli uomini, i Parvol, unici alleati dei Riol. Molti nomi ricordano quelli di Tolkien, come i Parvol con una della razza hobbit Paloidi così come le storie di alcuni personaggi.
L’altro volume è quello pubblicato nell’aprile 1999, nella Serie Speciale numero 11, Zagor: Il Principe degli Elfi, con la sceneggiatura di Mauro Boselli e i disegni di Marco Torricelli e Gallieno Ferri. La storia narra di Zagor che attraversa un portale magico per dare la caccia a un criminale pellerossa e si ritrova nella fantastica Tir-Nan-Og, Terra degli elfi dove si allea con il principe Auberon dei Tuatha De Danann, nella lotta contro il cattivo negromante Zondar che, assieme a degli alleati, si è impadronita della capitale Tara. Riferimenti a Tolkien sono, ad esempio, nella punta di freccia che Zagor ha conficcata nel petto, vicino al cuore molto simile a quella di Frodo.ne La Compagnia dell’Anello. Questa storia è collegata al Principe Nero giacché se ne citano luoghi e personaggi.

La Saga della Spada di Ghiaccio (1982-1993)
La Saga della Spada di Ghiaccio è una serie a fumetti Disney d'ambientazione fantasy che vede Pippo (conosciuto nell'Argaar come cugino di Alf) e Topolino chiamati più volte dai loro amici di Ululand, villaggio dell'Argaar (una dimensione parallela alla nostra, il cui tempo scorre molto più velocemente: un nostro anno là ne dura 222!), per salvare il loro mondo dalla tirannia del Principe delle Nebbie, o, in un'altra occasione, da una tremenda eruzione vulcanica.
La Saga è composta di 4 storie Disney: Topolino e la Spada di Ghiaccio; Topolino e il torneo dell'Argaar; Topolino e il ritorno del Principe delle Nebbie e Topolino e la Bella Addormentata nel cosmo. Tutte disegnate da Massimo De Vita.
Questa storia Disney, al contrario di Paperino e il Signore del Padello, non è una parodia di un’opera di Tolkien ma al suo interno contiene moltissimi riferimenti alla Terra di Mezzo e ai suoi abitanti. Su tutti il personaggio Yor che nell’aspetto, consigli e comportamenti ricorda fortemente Gandalf e Boz l’hobbit Bilbo Baggins.
Topolino e la Spada di Ghiaccio è il primo episodio della Saga ed è diviso in tre parti pubblicate per la prima volta sui numeri di Topolino 1411 (12 dicembre 1982), 1412 (19 dicembre 1982) e 1413 (26 dicembre 1982). Topolino e il torneo dell'Argaar è la seconda storia della Saga, divisa in due parti, sono uscite per la prima volta sui numeri di Topolino 1464 (18 dicembre 1983) e 1465 (25 dicembre 1983). Topolino e il ritorno del Principe delle Nebbie è il terzo episodio ed è stato pubblicato per la prima volta il 23 dicembre 1984 e, sebbene sia abbastanza corposa, sul solo numero 1517 di Topolino. Inizialmente questa storia avrebbe dovuto essere il capitolo conclusivo della saga, ma poi De Vita decise di pubblicare un ulteriore episodio: Topolino e la Bella Addormentata nel cosmo. Quest’ultimo, è stato pubblicato a distanza di dieci anni dal primo episodio, sui numeri 1936 (3 gennaio 1993) e 1937 (10 gennaio 1993) di Topolino. È l'unica storia della saga di cui De Vita non ha curato la sceneggiatura affidandone il compito a Fabio Michelini. Nel dicembre 1989 è uscita anche un’edizione speciale che contiene i primi tre episodi.

The Adventures of Samurai Cat (1984)

The Adventures of Samurai Cat è il primo volume di una bellissima raccolta di racconti di Mark Rogers il cui protagonista è il Samurai Cat, noto come Miaowara Tomokato, un gatto parlante armato di spada. Ogni capitolo del racconto è una bizzarra parodia di eventi storici o pop ma sempre trattati con serietà. Alla base della storia c’è Tomokato, il più grande guerriero del Giappone, che è alla ricerca della vendetta dopo l’assassinio del suo padrone Nobunaga, e per farlo si sposta nel tempo e nello spazio viaggiando dal Giappone a Camelot, al Valhalla a Marte. In questo primo libro Rogers riprende la Terra di Mezzo di J.R.R. Tolkien, The Shadow Over Innsmouth di H. P. Lovecraft,  Conan il Barbaro di Robert E. Howard e la Mitologia norrena. Uno dei capitoli è titolato "The Bridge of Catzad-Dûm" chiaro riferimento al Ponte di Khazad-dûm nelle miniere di Moria.

Nathan Never (1991 e oltre)

Nel giugno 1991 la Bonelli lancia il suo primo fumetto a tema fantascientifico su un’idea di Michele Medda, Bepi Vigna e Antonio Serra, che ha per protagonista un uomo tra i 40 e i 50 anni di nome Nathan Never, ispirato a Rick Deckard, il protagonista del film Blade Runner, fisicamente prestante, con i capelli bianchi a seguito dello shock causatogli dall’aver visto sua moglie assassinata da Ned Mace. La connessione con Tolkien è molto presente in molte sue storie con citazioni di suoi libri che sono presenti nella libreria di Nathan e, se si pensa che nel suo mondo futuristico i libri sono rarissimi e introvabili, poiché sostituiti da strumenti tecnologici, si comprende l'importanza di tali riferimenti. Il primo numero, che ha per tema le tre leggi della robotica di Asimov, è Agente speciale Alfa che esce nel giugno 1991 con la sceneggiatura e soggetto di Antonio e i disegni di Claudio Castellini dove, a pagina 95, al suo rientro a casa Nathan è festeggiato da Nasone, il cane di una sua amica. Tra i due c’è un breve scambio di battute con lei che si preoccupa dell’eventualità che il suo cane possa entrare in casa di Never e distruggergli ciò che lui ha di molto raro, libri e dischi. Never le dice che ciò che possiede solo oggetti di un lontano passato e si avvicina alla sua libreria dove, in un particolare si vedono alcuni libri e tra questi il dorso di The Lord of the Rings.
Nel numero 9, uscito nel febbraio 1992 con il titolo Gli occhi d uno sconosciuto, con soggetto di Michele Medda e i disegni di Stefano Casini. Nathan Never è sulle tracce di un serial killer e mentre si trova in casa di una delle sue vittime, commenta tra sé e sé “un tipo piuttosto introverso…” mentre sbircia nella sua che contiene J. Prevet Poems, Wuthering Heights e The Silmarillion di Tolkien. Ed è proprio questo libro che Tolkien prende in mano mentre pensa “una ragazza sensibile…” aggiungendo “e soprattutto molto sola” mentre apre il volume al capitolo XIX Beren and Luthien (pagina 40). 
Il Torneo finale è la storia n. 59 pubblicata nell’aprile 1996 scritto da Bepi Vigna e disegnato da Stefano Casini. A pagina 21, la mamma di uno dei protagonisti della storia, a casa, è seduta in salotto e chiama suo figlio dicendogli che sta per iniziare il programma in TV sulla fantascienza. Il ragazzino, mentre sale sulla libreria, le dice che preferisce fare altro e prende un libro che si trova su un ripiano accanto ad un altro testo The Lord of the Rings.
Nel luglio 1998, esce La lunga notte scritto da Stefano Vietti e con i disegni di Luigi Simeoni. Nella storia c’è il reparto del professor Bremond, dove si è verificata una pericolosa fuga di mutanti, originari di Hell's Island, usati per degli esperimenti. A pagina 31, il professor Bremond dice: “Basta Chad! Ares è diverso dagli altri, ma è anche là dentro con loro, ed è intelligente quanto basta per non inimicarsi Barlog e Natzghul…. Sebbene sia forte non ce la farebbe da solo contro i suoi compagni”. La citazione è chiaramente ai due personaggi di Tolkien il Balrog e il Nazgûl.
Altro esempio è il secondo Albo Gigante pubblicato nel novembre 1992 dal titolo Odissea nel futuro, con i testi di Antonio Serra e i disegni di Mario Alberti. In questo volume, a pagine 127, si vede una libreria e sul secondo ripiano a sinistra del protagonista si vedono riposti due libri di Tolkien: The Silmarillion e Tree and Leaf (Albero e Foglia).
Infine, nel 2001, esce l’Almanacco della Fantascienza che contiene la storia Fuga dal Pianeta Rosso. La particolarità di quest’almanacco è l’ampio spazio che è dato a Tolkien nel dossier pubblicato da pagina 128 a pagina 141 curato da Luca Crovi e Renato Genovese dal titolo Un anello per Bilbo. Il dossier è un vero e proprio omaggio al Professore di Oxford giacché si parla della sua vita /, dei Mille sentieri della Terra di Mezzo (pp. 132-33), Quando la magia può sconfiggere la morte (pp. 136-37) e Tre riduzioni poco riuscite (p. 140).

Martin Mystere e la Zona X (1997)**

Nel 1982, Sergio Bonelli pubblica la prima storia ideata da Alfredo Castelli, Martin Mystère, un professore che indaga su misteri irrisolti. Dal 1992 al 199, alla serie principale, è affiancato lo spin-off Zona X, che raccoglieva, in ogni numero, due storie complete in cui Martin Mystère, in universi narrativi paralleli, indagava sulla falsa riga della serie televisiva Ai confini della realtà, da lui presentate e, a volte, interpretate. Inizialmente fu pubblicato come quadrimestrale, ma dal n.10 passò a bimestrale con l’inserimento di alcune miniserie che si alternavano alle storie complete. Dal n.21, passò definitivamente a mensile con la miniserie fantasy La stirpe di Elän o quella di Magic Patrol. Quest’ultima un’ulteriore spin-off che vedeva come protagonisti gli agenti di una squadra speciale di Altrove. L’ultima numero di Zona X fu il n. 45 pubblicato nel 1999.
Nel settembre 1997 arrivò nelle edicole il numero 27, con la copertina disegnata da Giancarlo Alessandrini, che conteneva due storie: La dimensione Omega (pp. 116; soggetto di Stefano Vietti, disegni di Roberto Zaghi) e La strega (pp. 72, soggetto di Vincenzo Beretta e Federico Memola; disegni di Dante Spada).
Il primo racconto, La dimensione Omega, faceva parte della miniserie Magic Patrol, e raccontava di “misteriose sparizioni di ebrei in tutto il mondo, un "incaricato" degli Uomini In Nero, un malessere di Christine Lambert, un’agenda nera, la richiesta di aiuto da un vecchio amico di Aldous Morrigan e infine una terribile minaccia per la Magic Patrol, che dovrà recarsi negli incubi di un nazista che avrebbe dovuto essere morto...”
Ma veniamo a Tolkien giacché in questa storia non troviamo una sola e semplice citazione.
La pagina 60 si apre sul “Territorio dei Grampians, a sud di Aberdeen, Scozia…” e su una voce che recita “La Via prosegue senza fine, lungi dall'uscio dal quale parte…” – la poesia recitata Bilbo Baggins nel Signore degli Anelli salutando Gandalf prima di avviarsi per Rivendell e che recita anche Frodo Baggins, nello stesso libro, in compagnia di Pipino e gli altri hobbit. Nel successivo disegno, la voce continua a recitare la poesia “Ora la via è fuggita avanti, devo inseguirla a ogni costo, rincorrendola con piedi alati sin all'incrocio con una più larga dove si uniscono piste e sentieri…”. Nella terza si vede una casa e la voce che continua “…E poi dove andrò? Nessuno lo sa…”. La quarta scena si apre con in primo piano le mani di Sean Curling, l’ebreo scozzese, che tiene tra le mani un libro dove sta leggendo la poesia e sua moglie June che portandogli da bere gli dice È così che prepari la lezione di domani Sean Curling? … Leggendo Il Signore degli Anelli, per l’ennesima volta?
A pagina 61, Sean è seduto sulla poltrona e risponde a sua moglie Magari potessi includere Tolkien nel mio programma. June … quante riflessioni sulla vita si potrebbero trarre dai suoi scritti … con sua moglie che gli ribatte che Può darsi, tesoro, ma si tratta solo di un romanzo di fantasia … la realtà … la storia vera dell’uomo … sono qualcosa di molto più serio! A seguire, Sean controbatte Non sono d’accordo … qui c’è la lotta degli oppressi contro la volontà malvagia che vuole imporsi con l’odio e il terrore … Tolkien ci parla della speranza, dell’amicizia, del coraggio …
Continuando nella scena successiva … ma soprattutto racconta di come esseri di razze diverse trovino la forza per superare le proprie differenze in nome del bene comune e della pace …. Proseguendo che Quello che ha sofferto il nostro popolo nei campi di concentramento nazisti non è bastato per insegnare al mondo questo messaggio …. Nella penultima scena, Sean completa il suo discorso … e a volte mi chiedo che cosa ci vorrebbe, affinché tutti capiscano! Con sua moglie che gli dice Ti prego Sean non ho voglia di parlare di coste tristi stase … June Curling non completa la frase che rimane vittima, assieme a suo marito, di Karl, il demone incarnato in uno stregone al servizio dei nazisti nella II Guerra Mondiale.
Di certo, questo lungo riferimento è ben più interessante di una semplice citazione e mostra come, il senso degli scritti di Tolkien possano entrare in altre storie apparentemente lontane da essi.

Legs Werver (1998)

Il personaggio principale è Rebecca Lawrence Weaver, nota come Legs Weaver, che ha esordito come spalla nei fumetti di Nathan Never sin dal primo numero nel 1991 fino al 1995, quando la Sergio Bonelli Editore non gli dedica, la prima volta in Italia, una storia tutta sua. Nacque così Legs Werver che si differenziava da Nathan Never per una maggiore ironia. Legs Weaver vive in un futuro cyberpunk lavorando per una delle miriadi Agenzie Private di Vigilanza e Sicurezza, l’Agenzia Alfa. Le Agenzie hanno il compito di sostituirsi allo Stato ormai incapace di garantire la sicurezza e i servizi di polizia. Da segnalare il numero 20 uscito nel gennaio 1998 dal titolo Il ritorno delle dame nere in cui Legs parte per una missione su una stazione scientifica orbitante intorno alla Luna che ha per nome: Minas Tirith. Il riferimento non è solo casuale giacché il satellite è formato da vari anelli aventi lo stesso centro. Nella storia c’è anche una spiegazione che una scienziata racconta a Legs “pare che esistesse una città leggendaria fatta di cerchi concentrici… ma è qualcosa che era scritto in un libro… il titolo non lo ricordo…”. E una nota alla finestra spiega: “Ma noi sì! È ‘Il Signore degli Anelli’ di J.R.R. Tolkien! ”(pag. 25).

Il Signore dell’Anello (2005)
Nel 2005 l’editore Abaco pubblica una raccolta di fiabe per bambini, dal titolo Fiabe Fantastiche, che comprende: Pinocchio, I tre porcellini, la leggenda di Atlantide, Le avventure di Ercole, L’isola del tesoro e Il Signore dell’Anello. La raccolta vede in copertina otto dei nove componenti la Compagnia dell'Anello (manca Boromir). Il Signore dell'Anello comprende 16 tavole illustrate da Maria Rita Gentili. A parte il titolo al singolare, è difficile se non impossibile ridurre una storia di circa 1200 pagine in poco più di 121 righi. Credo che neppure lo stesso Tolkien ci sarebbe riuscito, semmai avesse avuto il coraggio di cimentarsi nel sintetizzare la sua storia. A parte questo, ultimo dei problemi, ciò che colpisce è la scarsa conoscenza del libro tolkieniano.
Ecco alcuni passi che suscitano qualche sorriso (sic!): “Gandalf si recò da Frodo per consegnargli l’Anello del Potere”; “Sauron e Saruman escogitarono un piano per impadronirsi della Terra di Mezzo e mandarono in avanscoperta i Cavalieri neri.” Dopo la battaglia la compagnia si divise. Frodo, i sue due cugini (parla di Merry e Pipino!) e Sam, andarono verso le montagne di Muil. Aragorn, Legolas e Gimli si diressero verso le caverne di Durin, cercando di attirare gli Orchetti nella loro direzione.” Inoltre nella storia manca Boromir, gli Uruk-hai sono dei minotauri (!) e compare il Gollum (probabilmente ci si è confusi con il Golem di Praga) che prende il nome di “mio tesssoro”. Le tavole della Gentili sono apprezzabili. Immagini pulite e facilmente comprensibili. Unica eccezione è l’aver disegnato gli Uruk-hai come minotauri!

AXIS: Avengers e X-MEN (2014)

Tra l’ottobre e il dicembre 2014 la Marvel Comics lanciò un crossover trimestrale diviso in nove parti Axis scritto da Rick Remender su disegni di Adam Kubert, Jim Cheung, Leinil Francis Yu e Terry Dodson. Tema, l’ascesa di Onslaught Rosso al potere, grazie all’inversione dell'asse morale bene/male di supereroi e criminali dell’Universo Marve, e la volontà d’imporre il genocidio dei mutanti e instaurare il Reich Eterno.
Nel primo volume, La supremazia rossa, capitolo 2, la maggior parte degli eroi è catturata dalle sentinelle. Il Dottor Strange e Scarlet mentre tentano con un incantesimo di far prendere il controllo a Xavier del corpo di Onslaught, vengono anch’essi catturati con Magneto che fugge. Iron Man rischia di essere ucciso, ma viene salvato da Nightcrawler ed è durante lo scontro che si vede un Iron Man in ginocchio mentre Capitan America cerca di farlo rialzare e tra i due c’è un dialogo:
CA: “Concentrati Tony! Non sei solo in questa battaglia. Io sono qui, capito? Ora parlami”. E Tony Stark che gli risponde: “Sei qui con me, come Sam con Frodo. La vita è bella, affermazioni positive e sogni stimolanti”.


Quando il protagonista è lo stesso J.R.R. Tolkien


Dietro lo specchio (1998)

Dietro lo Specchio fu il primo di una miniserie fantasy inedita pubblicata su Lanciostory Più, diretta da Filippo Ciolfi, nel 1998 come allegato al più noto Lanciostory. È davvero interessante perché qui, per la prima volta, uno dei personaggi è lo stesso Professor Tolkien. Realizzata da Macias Ferro e Angel Lito Fernandez narra di una storia ambientata a Venezia durante il carnevale del 1998 dove, attirato dalla folla festante, giunge il cantastorie Gabriel di cui s’invaghisce una giovane viziata e facoltosa di nome Alice. Girovagando per la città, i due incontrano Jasim, un Genio che lancia ai due una sfida, quella di saper ritornare da una dimensione parallela fantastica abitata da creature e personaggi mitologici e letterari dove lui li porterà.
Alice e Gabriel, giunti nel “nuovo” mondo aggregano diversi personaggi, il primo è Ulisse e il secondo è J.R.R. Tolkien che spiega ai ragazzi come ci è arrivato: “io visitavo spesso questo mondo, anche se solo in sogno o con la mia fantasia… ma una sera stavo lavorando alla mia trilogia del Signore degli Anelli, quando mi è apparso il genio… Jasim  […]  per la verità mi è sembrato poco rispettoso e piuttosto incoerente… prima di mandarmi qui ha scommesso una sterlina che non sarei riuscito a tornare…”. Giacché Jasmin ha dato ad ognuno un oggetto che li potesse aiutare a trovare la via del ritorno, a Tolkien è toccato un testo con una raccolta di frasi magiche. Durante l’attraversata incontrano persino i Cavalieri Neri prima di giungere alla Fortezza infame e da qui, superando la porta oscura, potranno far rientro a casa. Qui sono attesi da Signore Oscuro, lo stesso Jasim, che li sfida e se solo uno di loro non riuscirà a superarla nessuno, potrà ritornare al proprio mondo. Tolkien si scontrerà con un irriconoscibile Saruman che riuscirà a battere grazie al libro. Così tutti tornano a casa e ognuno, al proprio rientro,: avrà un ricordo diverso dell’esperienza con Tolkien che crederà di essersi addormentato e sognato e al suo risveglio pensa: “buona idea quella dei Cavalieri Neri”.


Heaven’s War (2004)*

La Image Comics, il 5 gennaio 2004 pubblica questa graphic novel molto particolare curata da Micah Harris e Michael Gaydos: Heaven's War. La storia, pubblicata in due volumi in Italia nel 2006 dall’editore Bottero, narra di una storia ambientata nel 1938 e che vede per protagonisti tre membri degli Inklings, J.R.R. Tolkien e C.S. Lewis e Charles Williams, quest’ultimo nel ruolo di protagonista e un tempo membro di una società segreta. Nel 1938, mentre il mondo è spinto verso il conflitto mondiale, nei cieli si consuma una battaglia tra angeli per determinare il destino dell’uomo. L'infame Aleister Crowley ha intenzione di manipolare questa battaglia e di conseguenza trasformare il mondo secondo la sua volontà. Solo i tre Inklings si oppongono. Essi devono decifrare un paesaggio di geometria sacra per intercettare Crowley sulla soglia del paradiso. 

The Professor, the Queen and the Bookshop (2011)

Nel 1963 iniziò a produrre la serie televisiva di fantascienza Doctor Who nella quale Time Lord, un alieno viaggiatore del tempo che si fa chiamare Il Dottore, a bordo del Tardis esplora l’universo nello spazio e nel tempo. Questa fortunata e conosciuta serie vede dal 1979 la pubblicazione di un Doctor Who Magazine, oggi pubblicato dalla Panini Comics e proprio nella quattordicesima raccolta Doctor Who: The Child of Time, uscita nel novembre 2012, ritroviamo una storia che vede tra i protagonisti Tolkien, C.S. Lewis e gli altri Inklings. Nel volume, infatti, è presente anche il racconto The Professor, the Queen and the Bookshop, il fumetto uscito il 12 gennaio 2011 nel quale, l’undicesimo Dottore (un’incarnazione capricciosa, emotivamente imprevedibile e avventurosa del rinnegato Time Lord), e la sua compagna di viaggio Amy incontrano Lewis e i membri degli inklings, Tolkien compreso, nel famoso pub in St. Giles a Oxford, The Eagle and Child. Leggendo la storia viene fuori che il probabile autore del libro The Professor, the Queen and the Bookshop, è stato Il Dottore, e che questi abbia ispirato Lewis a scrivere il primo libro delle Cronache di Narnia, Il leone, la strega e l’armadio. Tra le pagine anche una chiacchierata dov’è presente Tolkien che accende la pipa e beve qualcosa. La storia è un omaggio a C.S. Lewis, che scomparve un giorno prima della messa in onda della serie.

Orbit: J.R.R. Tolkien - The True Lord of the Rings (2012)

Nel 2012 Brain McCarthy e Michael Lent pubblicano per la Bluewater Productions una graphic novel dal titolo Orbit: J.R.R. Tolkien - The True Lord of the Rings disegnato da Luis Chichón e la copertina di Hyunsang Michael Cho. Il volume di 25 pagine, esce nella serie Orbit in forma digitale il 4 maggio 2012 e in edizione cartacea nel luglio dello stesso anno Si tratta di una ricostruzione breve a fumetti della vita di J.R.R. Tolkien con molte sue frasi riprese dalla Biografia di Humphrey Carpenter o dalle Lettere curate da quest’ultimo. Il testo è molto breve e ci sono diversi errori, compresa una citazione mai pronunciata da Tolkien. In compenso si tratta di un fumetto interessante e piacevole nella lettura.


Tolkien a cartoon

Gli adattamenti de Lo Hobbit e de Il Signore degli Anelli


The Hobbit realizzato dal padre di Tom and Gerry (1966)
Il primissimo adattamento delle avventure di Frodo risale al 1966 e fu realizzato negli Stati Uniti da un illustre creatore di cartoni animati come Gene Deitch (padre di Tom e Jerry. Nel 1964, il produttore William Snyder riuscì ad acquistare i diritti de Lo Hobbit “da un vecchio filologo inglese, di nome John Ronald Reuel Tolkien” con scadenza il 30 giugno 1966. Snyder aveva l’ambizione di realizzare un lungometraggio animato con tecniche filmiche all’avanguardia per quei tempi. Il progetto fu sottoposto all’attenzione di Deitch che, dopo averlo letto iniziò a lavorare sulla sceneggiatura assieme all’amico Bill Bernal. La grande avventura, i paesaggi leggendari, il tesoro di personaggi di fantasia, erano fatti per diventare animazione. I due lavoravano alla sceneggiatura de Lo Hobbit quando uscì il Signore degli Anelli in edizione tascabile. Immaginando che dovessero lavorare solo su Lo Hobbit, e seguendo il desiderio di Snyder, si presero alcune libertà con la storia, cosa che in seguito avrebbe complicato le cose.
Ad esempio avevano aggiunto una serie di canzoni, modificato il nome di alcuni personaggi, cambiato alcune parti della trama, e creato un nuovo personaggio femminile, una principessa, che si sarebbe unita alla ricerca e avrebbe costretto Bilbo a dire addio al celibato! Dopo aver letto il Signore degli Anelli, capirono che avevano a che fare con qualcosa di molto più grandioso di quello che conteneva il solo Lo Hobbit, e Deitch decisi d’inserire elementi tratti dal Signore degli Anelli in modo da consentire un sequel. Non riuscendo a trovare nessun interessato al progetto, Gene ritornò nel suo studio d’animazione a Praga. Il progetto si estinse fin quando Deitch non ricevette un’impossibile richiesta da parte di Snyder – consegnare a New York City un adattamento animato dello Hobbit entro 30 giorni. Gli avvocati di Tolkien non solo gli avevano concesso i diritti per una somma irrisoria, ma nella totale ignoranza di terminologia cinematografica, avevano lasciato un buco multi-milionario nel contratto: esso prevedeva che per accaparrarsi i diritti del Signore degli Anelli, Snyder doveva “produrre una versione cinematografica a colori” dello Hobbit entro il 30 Giugno 1966. Si noti che non si specificava che doveva essere un film animato nè quanto dovesse durare!
Nei mesi successivi era scoppiata la Tolkienmania e il valore dei diritti aveva raggiunto vette altissime, e il contratto con Snyder sarebbe scaduto entro un mese. Ma Snyder aveva un asso della manica: prendere il contratto alla lettera e consegnare un “film a colori” dello Hobbit entro il 30 Giugno. Dovette semplicemente ordinare a Deitch di distruggere la sceneggiatura cui aveva lavorato per un anno intero e produrre una storia super-condensata, come se fosse l’anteprima di un film, ma con un intreccio comprensibile dall’inizio alla fine. Tutto in 12 minuti in una pellicola da 35mm. Economico. Deitch dovette occuparsi degli artwork, registrare la musica e il doppiaggio, girare, montare e portarlo alla sala di proiezione a New York prima del 30 giugno 1966. Deitch consegnò il lavoro giusto in tempo. Prima della proiezione a NYC, l’animatore diede a ogni spettatore una moneta da dieci centesimi, che poi gli fu riconsegnata. Dopo di che fece firmare a tutti un documento che attestasse che il giorno 31 Giugno 1966 ogni spettatore aveva pagato il biglietto per assistere al film animato “Lo Hobbit”. In questo modo Snyder si assicurò la proroga dei diritti delle opere di Tolkien. Una volta raggiunto questo traguardo, il produttore cedette i diritti per $100.000.

The Hobbit (1977)

La Rankin/Bass Production produsse, nel 1977, The Hobbit, un film di animazione per la TV oggi ancora inedito nel nostro Paese. Andò in onda per la prima volta il 27 novembre 1977 sulla rete americana NBC, rivolto a un pubblico di ragazzi con una storia riadattata e con alcune parti del libro tagliate. Il film animato segue molto fedelmente il libro di J.R.R. Tolkien con alcune differenze come l’assenza di Beorn, dell’Archepietra e la scelta di far morire il nano Bombur durante la Battaglia dei Cinque Esereciti. Nel 2014 la Warner Bros ha licenziato una copia rimasterizzata.

The Lord of the Rings (1978)

The Lord of the Rings è stato il primo film d’animazione dell’opera di J.R.R. Tolkien. Diretto dall’animatore e regista Ralph Bakshi, e prodotto da Saul Zaentz, uscì nelle sale il 15 novembre 1978 con un costo di 4 milioni di dollari. La storia riprende quella narrata nel primo volume, La Compagnia dell’Anello, e parte del secondo, Le due Torri, perché inizialmente diviso in due film con il secondo, mai prodotto, che riprendeva la seconda parte delle Due Torri e il terzo volume, Il Ritorno del Re. Tutte le info è possibile leggerle qui. Nel 2014 la Warner Bros ha licenziato una copia rimasterizzata. Ispirati al film si produssero diversi gadget, poster, edizioni musicali, fotonovel, film book (in Italia pubblicato da Rusconi), libri promozionali, come in Giappone, edizioni dei libri di Tolkien con le immagini di copertina prese dal film (come in Inghilterra, Francia e Svizzera) e il fumetto del famoso artista spagnolo Louis Bemejo già citato..

The Return of the King (1980)

Nel 1980, ancora una volta Jules Bass e Arthur Rankin Jr produssero un film d’animazione per la TV britannica ispirata a Tolkien e questa volta scelsero il terzo libro del Signore degli Anelli, The Return of the King, impiegando la stessa squadra che aveva con loro lavorato nel 1977 a The Hobbit. Questo nuovo adattamento vede Frodo e Sam in viaggio verso il Monte Fato per distruggere l'Unico Anello e il resto della Compagnia dell’Anello a combattere contro le forze oscure. Il film d’animazione non è assolutamente il prosieguo del film interrotto di Bakshi, ma riprende da The Hobbit del 1977, inserendo un riepilogo dei primi due libri de Il Signore degli Anelli e utilizzando la stessa tecnica di animazione usata nel film precedente e non il rotoscopio come nella pellicola di Bakshi. Nel 2014 la Warner Bros ha licenziato una copia rimasterizzata.



Tolkien e le sue opere nei cartoon: citazioni e gag


I Griffin (2006)
Il 7 maggio 2006 negli Stati Uniti, e il 31 luglio dello stesso anno in Italia, andò in onda per la prima volta la puntata dei Griffin, Strane presenze (Petergeist), l’episodio 26 della IV stagione.
Scavando, Peter trova il teschio di un nativo americano sepolto nel cortile. Brian lo avverte di rimetterlo a posto ma Peter decide di usarlo nei modi più disparati. Quella notte, i Griffin iniziano ad avvertire una serie di fenomeni paranormali. In una scena in cui il vecchio Herbert combatte contro un albero gigante e animato che stava catturando Chris, dice la celebre frase "You shall not pass!" (in italiano "Tu non puoi passare!"), chiaro riferimento allo scontro tra Gandalf e il Balrog   
I Griffin è la serie televisiva animata creata da Seth MacFarlane nel 1999, per il network Fox e vede come protagonista una dissacrante famiglia che fa il verso alla tipica American way of life con vicende fuori dalla realtà. In un’altra puntata andata in onda il 27 luglio 2006 dal titolo Grasso è bello, con la sceneggiatura di Cherry Chevapravatdumrong e la regia di Dan Povenmire, si ve Stewie, figlio minore di Lois e Peter, che in piedi su una giostrina dice ad un altro bambino “bravo piangi, piangi come ha fatto Sauron quando ha perso le lenti a contatto” e poi si vede l’occhio di Sauron e la voce “Fermi! Che nessuno si muova. Qualcuno l’ha vista? Potrebbe essere su un albero o su una roccia. Allora? Oh, mi beccherò la punizione”. 

Rat-Man (2007)

Deboroh La Roccia, noto come Rat-Man, è il personaggio creato da Leo Ortolani già protagonista del fumetto Il Signore dei Ratti. Tra il 2005 e il 2006 Rai Fiction e Stranemani produssero 52 episodi animati per la televisione, di cui andarono in onda solo i primi 14 episodi, dal 20 novembre all'8 dicembre 2006 con i restanti usciti esclusivamente in DVD. Tra quelli mandati in onda su Rai 2, il 28 luglio 2007 c’era Rat-Man: Il Ratto e il Dragone, in cui Rat-man finanzia con 30 milioni di dollari la compagnia archeologa Jones and Jones per ritrovare un autentico fossile di drago giapponese vicino a Tokyo. Rat-man definisce in una scena il drago come il suo tessoro, facendo il verso a Gollum ne Il Signore degli Anelli. 
L’11 agosto 2007, invece va in onda l’episodio Rat-Man apprendista stregone, in cui nel prologo si narra di come, ogni mille anni, un demone tenta di distruggere il mondo e, solo grazie ad un mago questo non avviene. Ritornati alla realtà, il mago visto all’inizio è diventato troppo anziano e, passati i mille anni e dovendo combattere contro il demone indica Rat-Man. All’inizio si vede il mago bianco e il demone raffigurati come Gandalf e il Balrog e la frase che cita Tu, non puoi, passare! è la stessa frase pronunciata da Gandalf ne Il Signore degli Anelli.

King of the Hill
È stata una serie televisiva animata americana andata in onda dal 12 gennaio 1997 al 6 maggio 2010. Creata da Mike Judge e Greg Daniels, ha visto 259 episodi andati in onda sulla Fox Broadcasting Network mentre in Italia sono andate in onda solo la prima stagione (2003), la seconda (2003-2004)  la nona (2017). I protagonisti sono i membri di una famiglia texana conservatrice, gli Hill, e qui si raccontava le loro vicende quotidiane e quelle dei loro vicini. Il 19 dicembre 1999, andò in onda negli Stati Uniti il decimo episodio della quarta stagione dal titolo Hillennium (Chi ha paura del 2000?) scritto da Johnny Hardwick e diretto Tricia Garcia nel quale si racconta della paura di fine millennio e del blocco dei computer. In una sequenza, tre dei protagonisti (Hank, Dale e Bobby) si fermano in una sala giochi, il cui nome è un chiaro omaggio a J. R. R. Tolkien: J. R. R. Tokens.

I Simpson (2007-2013)
L’11 marzo 2007 e il 4 febbraio dell’anno successivo, va in onda la puntata dei Simpson, Rom-antìco e Giuliè, nella quale a Homer J. Simpson gli è nominato un commercialista, giacché una giuria lo giudica responsabile di bancarotta, il quale gli fa tagli su qualsiasi, spesa domestica compresa la spesa per mantenere Abraham Simpson nella casa di riposo. Nell’episodio si vede la scena, dove Bart e Lisa combattono contro i fattorini che arrivano a migliaia anche a cavallo dei Nazgul riponendo la Battaglia del Fosso di Helm de Le due Torri di Peter Jackson, musiche comprese.
Nel 2013 Fox Channel lancia la nuova serie del cartone creato da Matt Groenig con un la couch gag (celebre gag del divano che apre ogni episodio) con una parodia de Lo Hobbit nella quale si vede Gandalf/Margie; Smaug/Burns a difesa del suo tesoro; Boe/Gollum; gli Hobbit Lisa, Bart e Maggie; Dwalin/Homer e  i tre Troll, Barnie, Carl e Lennie. La gag dura un minuto e mezzo e apriva l’episodio Four Regrettings and a Funeral, andata in onda il 3 novembre 2013.

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* Ringrazio per la segnalazione Eduardo O. Ferreira di TolkienBrasil
** Ringrazio per la segnalazione Mauro Mancini