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domenica 12 settembre 2010

Il Greisinger Museum


Con in molti sapranno, il 7 settembre di quest’anno si è tenuta la cerimonia di apertura del tanto atteso (e invidiato!) Greisinger Museum voluto, finanziato e realizzato da Bernd Greisinger.
Un lavoro meravigliosamente portato a termine da Bernd e dal suo team targato Italia formato dai cari amici Davide Martini, direttore artistico, e Ivan Cavini, direttore creativo. Un museo unico al mondo costruito in un giardino nel paesino di Jenins in Svizzera a poco più di due ore da Milano. Numeri da capogiro: 600 dipinti originali; oltre 100 artisti (tra cui Angelo Montanini, Alan Lee, Ivan Cavini, Ted Nasmith, Roger Garland, Chris Achilleos, Tim e Greg Hildebrandt, John Howe e Donato Giancola) e quasi 3mila libri. Il tutto costruito in circa 7 anni di lavori che occupa 400 mq di esposizione, per due terzi sotterranea con un prezzo preventivato di circa 2 milioni di euro.

Il risultato supera ogni aspettativa e da collezionista vi scrivo, che c’è da restare sbalorditi per il numero e la qualità degli oggetti esposti.

L’apertura ufficiale è prevista per il 1 ottobre ma Bernd, e di questo lo ringrazio, ha voluto promuovere un’inaugurazione speciale riservata solo a 200 invitati provenienti da 11 paesi differenti (Europa ma anche Stati Uniti e Nuova Zelanda). I giorni prefissati 6,7 e 8 settembre 2013. Gli italiani la facevano da padrone e la Puglia era ben rappresentata da quattro invitati, oltre me, anche Vincenzo Cilli, Gianfranco Leone e Marco Lattanzio.
Molti i visi conosciuti e diversi importanti collezionisti tolkieniani. Tra questi gli amici Pieter Collier di Tolkienlibrary, che è anche consigliere di Bernd per la parte libraria, e Henk Brassien di Hobbithunter. Diversi anche gli illustratori, su tutti il grande Angelo Montanini, Poul Dohle, Michel Marchand e Maria Distefano. Ma anche Roberto Fontana, importante calligrafo “elfico” e Gianluca Comastri di Eldalie, con Fontana, esperto di lingue elfiche.

Ma parliamo della mostra. L’entrata del museo è magnifica. Nel giardino di casa Greisinger è stata ricostruita Bag end, la casa hobbit di Bilbo Baggins e il risultato è meraviglioso. Anticipato da un giardino coltivato alla maniera della vecchia Contea, l’entrata è arricchita dalla grande e pesante porta rotonda di legno verde con pomello al centro e a sinistra e destra finestre rotonde che lasciano intravedere il “tesoro” custodito all’interno.

Superando la porta rotonda, a parte la fortissima emozione che si prova (il sottoscritto ha riprovato le stesse emozioni che provò a Matamata, Nuova Zelanda, nel movie set della trilogia jacksoniana) si entra nella prima stanza del museo. Lasciata alle spalle la porta, a sinistra si trova il portaabiti in legno per mantelli, bastoni e cappelli e di fronte un cassettone. Tutto ricorda l’arredamento di casa hobbit e il senso di “conosciuto” è fortissimo. Quadri originali ovunque e in cornici splendide. Mi perdonerete se ometto i nomi degli artisti presenti in ogni stanza ma l’elenco è lunghissimo e chi scrive non ne ricorda neppure uno (sic!).

La seconda stanza presenta un camino di fronte alla finestra, e davanti a questa due sedie e un tavolo. Il lampadario di questa seconda stanza proviene direttamente da casa Tolkien a Oxford.
Nella terza stanza, davanti alla finestra, lo scrittoio e diversi mobili sulle altre pareti. Immancabili i quadri e qui, ricordo bene, ci sono i disegni originali di Wenzel per Lo Hobbit a fumetti.

In queste prime tre stanze l’atmosfera tolkieniana è meravigliosa. Sembra quasi che da un momento all’altro entri Bilbo o Frodo!



Superata la terza stanza si entra nella parte dedicata a Moria. Il trono del Re degli Stregoni, la Porta di Moria che s’illumina, due orchi che sbucano dal soffitto e quadri a tema arricchiscono questo spazio. Scese le scale si arriva nella sala che raccoglie un gran numero di statue prodotte dalla Weta per i tre film di Jackson e per Lo Hobbit. Appena entrati in questa stanza, sulla destra, enorme, sbuca il Balrog di Moria. Bellissimo e inquietante. Al muro tre tavole originali del fumetto di Bermejo. Poco dopo, sulla sinistra, un Troll di Caverna, anche questo enorme, con Gimli pronto all’attacco e un orco alle spalle del gigante che irrompe nella stanza con tanto di porte svolazzanti. Sulle pareti quadri e ancora quadri. Su una parete un nano stilizzato e al fianco è incisa la prima parte del Silmarillion.


Superata la stanza di Moria, si accede alla sala di Rivendell e Lothlórien. Di fronte campeggiano i due grandissimi Argonath. Per terra il fiume Anduin. A sinistra ancora action figure della Weta, e quadri. Così come sulle restanti pareti.





Si salgono le scale che attraversano i due Argonath esi accede al ballatoio di Rohan. Qui sulla destra ancora quadri e sulla sinistra ciò che più aspettavo: i libri. Custoditi in teche di legno, realizzate tutte come le altre cose da Ivan Cavini, trovano posto rispettivamente. La prima edizione dello Hobbit americano (1938) e inglese (1937); due edizioni di The Lord of the RIngs (1954-1955) rigorosamente firmate da Tolkien; poi una copia di Smith of Wotton Major e Adventures of Tom Bombadil e una edizione Rusconi firmata da Tolkien.

Superata Rohan si arriva ad un bianco porticato di Minas Tirith. Affacciarsi è fantastico. Sulle pareti ancora quadri. Si scendono le scale e, ci si ritrova, sulla destra un enorme bacheca in vetro, sarà alta 5 metri, con dento un numero in quantificato di action figure della Weta. Altre innumerevoli statue sono raccolte in una stanza alle spalle che all’entrata vede un Gandalf in bronzo copia 35 di 36. Nella stanza di Minas Tirith sono anche presenti due leoni che decoravano il camino di casa Tolkien a Oxford.


Si procede per un corridoio, che presenta alle pareti decine di quadri e infondo si accede a Fangorn. Entrati ci accoglie un enorme Barbalbero ricurvo che accarezza, con la schiena il soffitto. Intorno a lui quadri e ancora alcuni libri (prime edizioni dello Hobbit svedese e tedesca e alcune inglesi del 1942). Da Fangorn si accede al cinema personale di Bernd. 




Questa è interamente dedicata a Smaug. E lui non poteva mancare. Alzando lo sguardo lo si può ammirare nella sua bellezza che sembra roteare nell’aria e sopra un cielo stellato. Alle pareti quadri di artisti vari che hanno ritratto lo sputa fiamme. Nella sala poltrone comodissime e un mega schermo che scende dal soffitto per deliziare i cineasti tolkieniani. 



Ultime scale e si arriva ad un corridoio che prima di farci uscire ci mostra decine di quadri che illustrano il Silmarillion.

Poche scale e si ritorna nel giardino di casa Greisinger.


Un tour fantastico e che lascia davvero senza parole.


Ho avuto la fortuna di essere accompagnato da Bernd nel retro magazzino e vi garantisco che quello che è esposto è ben poco rispetto a quello che Bern custodisce!

Ultima nota. Bernd ci ha ospitato per tre giorni – il pernotto lo abbiamo prenotato a Treisenberg in Liechtenstein, altro posto meraviglioso – in maniera esemplare. Cibo e bevande “hobbit”, fuochi d’artificio e musica che ci hanno accompagnato per tutti e tre i giorni in un’area che presentava statue a grandezza naturale di Lurtz e Aragorn e il rinoceronte disegnato da John Howe e realisticamente costruito da Michel Marchand. Oltre a 5 leoni a grandezza naturale in marmo, simbolo della famiglia Greisinger.

Dimenticavo, c’è anche una locanda tutto in legno. La particolarità, oltre al bancone, è il tavolo e le sedie in legno massello. Il tavolo ha inciso One Ring… sul bordo, sul piano trova posto una piastra in bronzo con incisa la mappa della Terra di Mezzo, al di sotto l’unico Anello. Lo stesso, che illumina dall’alto i commensali. Le sedie, sempre in legno, riportano sul fronte il simbolo di Gondor e sullo schienale l’occhio di Sauron.

Potrei raccontarvi altre mille cose però vi consiglio di vivere personalmente quest’esperienza nella Terra di Mezzo al Greisinger Museum.