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venerdì 29 novembre 2013

L'inedito di Tolkien: La caduta di Artù, edizione Bompiani 2013


La caduta di Artù
Testo inglese a fronte
di John R. R. Tolkien
A cura di Christopher Tolkien
Traduzione di Francesco Fusco
Bompiani, Milano, 2013, pp. 300
Rilegato con sovraccoperta

Copertina
Selvaggi cavalieri al galoppo, ruggire di tuoni, furia di marosi, nuvole che attraversano minacciose i cieli. E uno scenario nordico, che evoca antiche tradizioni leggendarie. Ma è anche lo sfondo di un poema inedito di Tolkien, curato dal figlio Christopher, a cui il Maestro pose mano pochi anni prima dello "Hobbit" ispirandosi alla celebre saga di Artù e della Tavola Rotonda. Il mitico re diventa qui il cavaliere dell'ultima resistenza all'invasione del male, l'epico difensore di un Occidente in crisi. La sua è una "guerra al destino", incorniciata dai classici leit-motiv della famosa leggenda, ma rivissuti secondo nuove prospettive: l'amore tragico di Lancillotto, il fascino ambiguo di Ginevra, il dramma di Artù, l'eroismo di Gawain, le passioni dei membri della Tavola Rotonda. Ciò che Tolkien ci offre è in realtà non solo una favola epica, ma la rappresentazione in chiave poetica delle vicende eterne del pensiero: lo scontro fra Bene e Male, civiltà e barbarie, ordine e caos, diritto e sovversione, dovere e opportunità, orgoglio e percezione del limite. Postfazione di Gianfranco De Turris.

Info
Tolkien iniziò a scrivere questo libro pochi anni prima dello Hobbit, ispirandosi alle gesta del leggendario Re Artù ma reinterpretandolo con il linguaggio epico caratteristico dei suoi romanzi maggiori: lo Hobbit e il Signore degli Anelli. Sono gli ultimi giorni di Re Artù quelli che Tolkien ci racconta, quando la lotta fra Bene e Male, Giustizia e Sopruso arrivano alla resa dei conti. Un’avventura spettacolare e piena di colpi di scena: la grande battaglia di Artù di ritorno in Britannia, il fascino di Ginevra, il tradimento di Mordred e i dubbi di Lancillotto.Un romanzo in versi che porterà i lettori di Tolkien dentro una delle saghe più amate di sempre: quella dei cavalieri di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda.