lunedì 23 dicembre 2013

Letture Tolkieniane consigliate

Diversi lettori mi chiedono consigli su cosa leggere per meglio conoscere il Tolkien autore e soprattutto il Tolkien professore. Come spesso accade, consiglio testi che personalmente ritengo utili e appaganti e che rappresentano per me fonti d’informazioni utili e preziose. Quella che segue non è una classifica ma solo un’elencazione dei testi, in italiano e in inglese, che ritengo indispensabili e meritevoli di attenzione. Ogni testo qui presentato soddisfa appetiti letterari differenti: dalla semplice introduzione allo studio più approfondito.

In conclusione, fermo restando il consiglio di leggere i testi di e su Tolkien in lingua originale, mi sento di indicare alcuni autori che non deludono mai: Christina Scull, Wayne G. Hammond, John Garth, Tom Shippey, Arden R. Smith, Patrick Wynne e Verlyn Flieger.


TESTI FONDAMENTALI

A cura di Humprey Carpenter e Cristopher Tolkien
Bompiani (I libri di Tolkien), 2001, pp. 517
Brossura con sovraccoperta

Francia, fronte della Somme, marzo 1916. Truppe britanniche sono acquartierate fra casematte e trincee fangose. A intervalli imprevedibili fischiano le granate, imperversano i proiettili. È un triste pomeriggio piovigginoso; un ventiquattrenne ufficiale dell'11° fucilieri del Lancashire ha letto vecchi appunti di lezioni militari, ed è già stufo dopo un'ora e mezza. Tralasciata quell'occupazione frivola, si dedica a qualcosa di serio: ritocca e perfeziona un linguaggio di sua invenzione, la lingua delle fate. Dell'evento, più importante dei proiettili d'artiglieria, dà notizia in una lettera alla fidanzata. Quell'ufficiale segnalatore è, naturalmente, John Ronald Reuel Tolkien, e della saggezza che lo spinge continuamente a lasciare da parte le faccende puerili e un po' goffe, la politica, gli affari, la vita mondana, per tornare a realtà autentiche e perenni, gli elfi, le fate, gli alfabeti fantastici, i poemi d'amore, queste pagine sono inesauribile testimonianza. Eccolo nel 1914, durante una visita molto noiosa al rettore dell'Exeter College di Oxford, fuggir via nella pioggia e correre a casa, ai suoi libri; rieccolo nel 1938, al tempo dei patti di Monaco, quando in Inghilterra d'altro non si parla se non di Hitler e del ben riuscito appeasement, preoccupatissimo per l'effigie mal riuscita di Mr. Baggins in un'illustrazione per Lo Hobbit. E qui rinasce il solito interrogativo. Si crede abitualmente che gli inventori di mondi paralleli siano tanto più distinti signori normalissimi e un po' grigi quanto più il mondo nato dalla loro fantasia è eccentrico. Tolkien no: leggiamo queste sue lettere (scritte tra il 1914 e il 1973), e ci accorgeremo che nella sua vita di professore gentile e sereno, di accademico coltissimo e puntuale, di gentleman refrigerante, di nonno delizioso, si nasconde un segreto. Leggiamo e vedremo, forse in trasparenza, che ogni pagina, ogni riga può essere decifrata in vista di quel segreto. Sbaglia però chi pensa a J.R.R. personaggio della Terra di Mezzo: quello è il porto della fantasia, e come ogni porto finisce per essere autonomo. «Io in realtà» scrive Tolkien ad Amy Ronald nel 1969 «non appartengo alla storia che ho inventato né voglio appartenervi». Il suo è un altro mondo, dunque, pur se non è il nostro. Ma quale? (Quirino Principe)




di J.R.R. Tolkien
A cura di Gianfranco De Turris
Bompiani, Milano, 2013
Brossura

John Ronald Reuel Tolkien, il professore che amava i draghi, filologo insigne ed estroso, subcreatore della Terra di Mezzo e dei suoi miti cosmogonici, conservatore, cattolico tradizionalista, antimoderno al punto tale da preferire i fulmini ai lampioni, i cavalli alle automobili, ha insegnato ormai a diverse generazioni ad amare il medioevo e il fantastico e a non considerarli entrambi come qualcosa di negativo, di cui vergognarsi o addirittura di 'pericoloso'. Tolkien, della Evasione del Prigioniero dal carcere della Modernità, ne ha fatto un atteggiamento positivo e costruttivo, indispensabile per uscire indenni mentre si superano tutti gli ostacoli che si frappongono alla libertà". Così dice Gianfranco de Turris nell'Introduzione ed è grazie a questo testo che finalmente è venuto il momento di conoscere e apprezzare il Tolkien medievista, linguista e filologo, grazie al quale si riesce a comprendere meglio il Tolkien narratore e subcreatore di quella Terra di Mezzo, di quel "Mondo Secondario" (per usare le sue stesse parole) che lo accompagnò per mezzo secolo.



di Humphrey Carpenter
Jaca Book (Vite del nostro tempo 3), Milano, 1985, pp. 320
Brossura

Un recensore del «Sunday Telegraph» commentando questo libro all'epoca della sua pubblicazione in Inghilterra scriveva: «Dev'essere tecnicamente molto difficile scrivere la biografia di varie persone contemporaneamente, ed è ancora più difficile catturare l'atmosfera di un gruppo... Carpenter è riuscito ad ottenere ambedue le cose in modo ammirevole». Nello scenario oxfordiano degli anni della seconda guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra il gruppo di C.S. Lewis e dei suoi amici era un'istituzione. Li si poteva vedere ogni martedì in un locale chiamato «Bird and Baby» discutere davanti a un bicchiere di birra e andare al giovedì da Lewis al Magdalen College per scambiarsi letture a voce alta dei libri che ciascuno stava scrivendo. In quel contesto Il Signore degli Anelli di Tolkien ebbe il suo primo pubblico, Lewis presentò agli amici il suo Le lettere di Berlicche e Charls Williams sottoponeva al gruppo i suoi «thriller metafisici». Si erano scherzosamente battezzati «Gli Inklings», un'espressione che evoca un'idea impalpabile, un sentore, e che rende bene il clima di improvvisazione cordiale e di reciproco stimolo che quell'amicizia era per ciascuno. Questo libro ci accompagna all'interno di un'esperienza rara e affascinante e ci fa conoscere delle grandi personalità di un mondo letterario penetrando nello stesso tempo il legame che le univa.



J.R.R. Tolkien. La biografia
di Humphrey Carpenter
Traduzione dall'inglese di Franca Malagò e Paolo Pugni
Introduzione di Oriana Palusci
Revisione e aggiornamento della traduzione a cura di Andrea Monda
Fanucci (Saggi), Roma, 2002, pp. 380
Progetto grafico della copertina di Grafica Effe
Brossura

Note di copertina
Nei trent'anni trascorsi dalla morte di J.R.R. Tolkien nel settembre del 1973, milioni di persone in tutto il mondo hanno letto Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion, romanzi che hanno forgiato un universo dal fascino infinito, in cui la tradizione epica sembra riprendere vita con moderna sensibilità. Con la realizzazione dei kolossal di Peter Jackson, il cinema ha di recente contribuito a un ulteriore ampliamento del successo e della diffusione delle opere dello scrittore, nato a Bloemfontain, in Sudafrica, nel 1892. Malgrado l'immensa popolarità, la figura di J.R.R. Tolkien rimane però sostanzialmente oscura al grande pubblico, e pochi sono gli approcci seri e documentati alla sua vita e alla sua opera.

Scrivendo questa fondamentale biografia, l'unica autorizzata dagli eredi, Humphrey Carpenter ha potuto avvalersi della stima e della frequentazione di J.R.R. Tolkien, e ha avuto accesso al suo immenso archivio privato. A partire da queste fonti, Carpenter ha tracciato il lungo e laborioso processo che ha prodotto Il Signore degli Anelli e gli altri capolavori, attraverso l'infanzia e gli anni di guerra, la carriera accademica e la maturazione della creatività letteraria, esaminando con competenza e acume critico la vita e l'opera di uno degli scrittori più atipici e venerati del ventesimo secolo.

Se ne avete la possibilità, consiglio di comprare questa edizione pubblicata da Fanucci nel 2002.



A cura di Christina Scull e Wayne G. Hammond
HarperCollins Publishers, Londra, 1° ed. 2006, pp. 656
Rilegato con sovraccoperta

La maggior parte di questo libro consiste in un resoconto cronologico della vita di Tolkien. Esso comprende un gran numero di citazioni di lettere scritte da Tolkien con estratti da alcuni dei suoi diari e documenti presenti in vari archivi e biblioteche, e da altre fonti inedite o di difficile reperimento. Sono incluse anche alcuni utili elenchi di scritti di Tolkien, disegni e poesie.




di Christina Scull and Wayne G. Hammond
HarperCollins, Londra 1° edizione 2006, pp.
Rilegato con sovraccoperta e in cofanetto

Questo libro è una combinazione di “Chi è Chi”, “Cosa è cosa” e ”Dove” su tutto ciò che riguarda Tolkien. Il volume comprende un gran numero di citazioni di lettere scritte da Tolkien con estratti da alcuni dei suoi diari, documenti in vari archivi e biblioteche, e da altre fonti inedite o difficili da trovare.





TESTI CONSIGLIATI


di Oronzo Cilli
Prefazione di Christina Scull e Wayne Hammond
Introduzione di Gianfranco de Turris
Editore il Cerchio, 2016, pp. 440

TOLKIEN E L’ITALIA è il primo saggio che ricostruisce la storia editoriale italiana delle opere di JHON RONALD REUEL TOLKIEN, autore de LO HOBBIT e IL SIGNORE DEGLI ANELLI, grazie a un gran numero di documenti inediti conservati in archivi italiani e inglesi.
Lettere, pareri di lettura, schede tipografiche e documenti mai pubblicati in Italia raccontano i contatti intercorsi tra gli editori inglesi e quelli italiani sin dal 1954, anno di pubblicazione della prima edizione di THE FELLOWSHIP OF THE RING. Un lavoro di ricerca che porta alla luce il doppio rifiuto dell’editore MONDADORI, nel 1954 e nel 1962, a pubblicare una traduzione italiana de IL SIGNORE DEGLI ANELLI. Figlie del loro tempo, le scelte compiute dalla Casa milanese furono comunque difficili e ben ponderate come testimoniano i documenti ritrovati (corrispondenza, pareri di lettura, indicazioni, suggerimenti, annotazioni), che raccontano di dibattiti interni alla Casa milanese.
Così come corposa è la documentazione che racconta l’interesse dell’editrice ASTROLABIO nel portare in Italia la maggior opera di Tolkien alla fine degli anni sessanta. Decine di lettere inedite tra l’editore inglese e quello italiano con riferimenti ai contatti diretti con l’autore. E, dopo l’insuccesso, l’arrivo in casa RUSCONI nei primi anni settanta. E ancora l’approdo nel catalogo ADELPHI de LO HOBBIT con la proposizione della lettera inedita che Tolkien scrisse, poco prima della sua morte, alla traduttrice ELENA JERONIMIDS CONTE. Infine, il passaggio al gruppo RCS agli inizi del nuovo secolo.
Il volume si arricchisce della testimonianza, anche questa mai tradotta nel nostro Paese, che lo stesso Tolkien lasciò in un diario dopo il suo viaggio in Italia nell’agosto 1955 a Venezia e Assisi. Inoltre si narra del legame intercorso tra Tolkien e l’opera di DANTE ALIGHIERI con l’adesione alla OXFORD DANTE SOCIETY, dal 1945 al 1955, al fianco di altri due italiani LORENZO MINIO-PALUELLO e ALESSANDRO PASSERIN D'ENTREVES e agli amici di sempre C. S. LEWIS e CHARLES WILLIAMS.
Non mancano le sezioni sulle diverse interpretazioni nate negli anni Settanta e continuate fino all’arrivo del primo film di PETER JACKSON. Ad arricchire il testo, anche una raccolta dettagliata d’informazioni, aneddoti e curiosità sulle edizioni pubblicate in Italia dal 1967 e le interviste ad alcuni tra i più importanti protagonisti delle vicende narrate: Elena Conte Jeronimidis. QUIRINO PRINCIPE, FRANCESCO SABA SARDI e PIERO CRIDA.
QUI per acquistarlo.


J.R.R. Tolkien l'esperantista. Prima dell'arrivo di Bilbo Baggins
di Oronzo Cilli, Arden R., Smith e Patrick H. Wynne
Prefazione di John Garth
Contributi di Tim Owen e Renato Corsetti
Cafagna Editore, 2015, pp. 160

Un lavoro internazionale che, grazie agli studi compiuti dal barlettano Oronzo Cilli e agli americani Arden R. Smith e Patrick H. Wynne, ricostruisce il rapporto tra l'autore del Signore degli AnelliJ.R.R. Tolkien, e l’esperanto di L.L. Zamenhof. Il saggio firmato da Smith e Wynne, già pubblicato sulla rivista Seven (The Marion E. Wade Center, 2000) e per la prima volta tradotto in Italia, presenta le prime esperienze di Tolkien con i linguaggi inventati e analizza approfonditamente l’approccio con l’esperanto contenuto nel suo taccuino del 1909, Book of the Foxrook. 
Il lavoro di Cilli è un inedito che ha già fatto parlare di sé sui siti specialistici inglesi, francesi e brasiliani, e ricostruisce due momenti della vita di Tolkien: il 1907-1909 con i primi approcci alla lingua esperantista, l’adesione agli Officers’ Trainng Corps e al nascente movimento Scout del generaleBaden-Powell; e il 1930-1933 con la sua partecipazione attiva al movimento esperantista britannico grazie al ritrovamento di documenti inediti. Cilli ripercorre gli anni dei due Congressi esperantisti che si tennero a Oxford: quello mondiale (1930), al quale partecipò anche il membro degli Inklings, R.B. McCallum, e il britannico (1933) con Tolkien citato tra i Patrons. Nel libro si presenta il documento inedito sul Valore educativo dell’esperanto firmato nell’aprile 1933 dallo stesso Tolkien assieme ad altri eminenti personalità britanniche del mondo accademico. Il libro consolida il ruolo sempre più incisivo degli studiosi italiani nel panorama internazionale che vede il barlettano Cilli, curatore dello Hobbit annotato di Tolkien (Bompiani, 2004) e della prima bibliografia italiana delle opere del professore di Oxford (2013), segnare un altro passo importante nella storia degli studi tolkieniani. Arricchiscono il volume, un prezioso apporto allo studio biografico di Tolkien e ai suoi interessi linguistici, i contributi di Renato Corsetti, della Federazione Esperentista Italiana, e Tim Owen, della Esperanto Association of BritainLa Prefazione è affidata a John Garth, uno dei più importanti studiosi di J.R.R. Tolkien, autore di Tolkien e la Grande Guerra. La soglia della Terra di Mezzo (Marietti 1820, 2007) e Tolkien at Exeter College (Exeter College, 2014). Il volume è il primo di una nuova collana “Il mondo di Tolkien” curata dalla stesso Cilli e che vede un Comitato scientifico composto da Greta Bertani, traduttrice; Adriano Monti Buzzetti, giornalista e volto RAI; John Garth, articolista inglese di «The Guardian», e «Times»; Arden R. Smith e Patrick H. Wynne, i due linguisti facenti parte del gruppo personalmente scelto da Christopher Tolkien per la curatela alla pubblicazione periodica degli scritti linguistici del padre.



Tom Shippey
Marietti, 2005, pp. 546

J.R.R. Tolkien: la via per la Terra di Mezzo è la più affascinante esplorazione della creatività di Tolkien e del ruolo fondamentale rivestito dallo studio delle lingue all'interno della subcreazione tolkieniana. Shippey mostra dettagliatamente come la vastissima conoscenza della materia di cui si Tolkien occupava come filologo lo abbia portato a scrivere Lo Hobbit e l'intero corpus del suo vasto Legendarium, un incanto senza tempo per milioni di lettori di ogni età. Il nucleo centrale del saggio si concentra tuttavia sul Signore degli Anelli, considerato come una mappa linguistica e culturale, un'intricata rete di rimandi testuali, che disvela al lettore moderno il più autentico significato del mito e della poesia.



La Compagnia, l'Anello il Potere - J.R.R. Tolkien creatore di mondi
A cura di  Bologna T. - De Turris G. - Giuliano S. - Gulisano P. - Morganti A. - Nejrotti C. - Pezzi D. - Polia M
Il Cerchio, Rimini, pp. 224

Un volume collettaneo che analizza l'opera di Tolkien sotto l'aspetto simbolico, filologico, letterario e come fenomeno sociale e politico, con una sezione dedicata ai continuatori (e imitatori) del Signore degli Anelli. Gli Autori, tra i primi e più qualificati studiosi italiani di Tolkien, sono garanzia di originalità e profondità di indagine.




Tolkien: il mito e la grazia
Paolo Gulisano
Ancora, 2007, pp. 224

Si tratta di una rilettura dei temi cristiani nell'opera di J. R. R. Tolkien, autore universalmante noto. L'elemento religioso, fortemente radicato nelle storie di Tolkien e nel loro simbolismo, nasce dal desiderio di comunicare la Verità. Con una trattazione piuttosto agile, il volume presenta una visuale ampia sugli aspetti biografici di Tolkien e fornisce un aiuto alla comprensione del mondo simbolico da lui creato. Edizione ampliata rispetto alla prima.




Santi pagani nella Terra di Mezzo di Tolkien

di Claudio Testi
ESD-Edizioni Studio Domenicano, 2014

L'opera di Tolkien è cristiana o pagana? La domanda ha interpellato lettori e studiosi fin dal 1954, anno di pubblicazione del primo volume del Signore degli Anelli. Ad oggi però, nonostante la notorietà "planetaria" di Tolkien (dovuta anche alle trasposizioni cinematografiche di Peter Jackson) questo importante snodo non è ancora stato affrontato con quella completezza critica che merita un autentico classico della letteratura. Il presente volume è un tentativo in questa direzione. Dopo un dettagliato esame delle principali interpretazioni italiane ed estere sul tema, viene proposta un'"originale" lettura sintetica che pone in luce l'inesauribile profondità dell'opera tolkieniana. Si vedrà così come Frodo, Gandalf o i Cavalieri di Rohan, pur essendo a tutti gli effetti dei pagani, esemplificano gli aspetti migliori della natura umana, capace di cogliere che oltre i confini del mondo vi è qualcosa "più dei ricordi" ("Aragorn" ne "Il Signore degli Anelli", Appendice A.5). Corredano il volume una vastissima bibliografia e dettagliati indici e sommari.



Tolkien e la grande guerra. La soglia della Terra di Mezzo
Garth John
Curato da Lorenzo Gammarelli
Marietti, 2007, pp. 464


Questa biografia su J.R.R. Tolkien rivela l'orrore e l'eroismo che egli ha realmente vissuto come ufficiale nella Battaglia della Somme e descrive il suo rapporto col TCBS, il primo circolo di amici intimi di Tolkien, che in quegli anni lo spinsero a scrivere la sua mitologia. Con questo testo, sui primi anni della vita di Tolkien, John Garth vuole anche mostrare che l'esperienza della Prima Guerra Mondiale è una delle chiavi principali per capire il perenne fascino delle storie della Terra di Mezzo. Il volume, vista l'accuratezza documentale nella ricostruzione storica di quegli anni, risulterà di interesse anche a coloro che non hanno mai letto Il Signore degli Anelli.



J. R. R. Tolkien Autore del Secolo
di Tom Shippey
Simonelli, 2004

Questo libro, considerato nel mondo il più rigoroso, originale e divulgativo studio su tutta la produzione letteraria tolkieniana è la prima opera di Shippey tradotta in Italia. Nel volume, il famoso studioso, dopo aver analizzato Il Silmarillion, Lo Hobbit e le opere minori tolkieniane si sofferma a lungo sul capolavoro di Tolkien, Il Signore degli Anelli, che è presentato come romanzo moderno e non come saga neomedievale. E, soprattutto, come "romanzo di guerra", nel cui largo simbolismo trovano potente espressione artistica le tragedie e le speranze della prima metà del XX° secolo. Tra le tematiche principali affrontate da Shippey troviamo: lo Smarrimento e il Destino (o Fortuna); il Coraggio delle persone umili ed allegre; le Concezioni del Male; la Mediazione mitica tra paganesimo e cristianesimo. Altri approfondimenti riguardano natura e ruolo della Letteratura Fantastica novecentesca, le fonti letterarie tolkieniane, la collocazione dell'opera tolkieniana nel canone degli stili e dei generi, le motivazioni delle risposte favorevoli e sfavorevoli della critica. Il lettore troverà qui etimologie dall'Inglese Antico, riflessioni sulle metafisiche boeziana e manichea, analisi dei moduli narratologici, genealogie tra i testi antichi, altomedievali e moderni, riferimenti precisi alle singole battaglie della Seconda Guerra Mondiale, confronti con autori come James Joyce, George Eliot, T.S. Eliot, Evelyn Waugh, riferimenti a specifici episodi della critica letteraria tra Anni Cinquanta e Anni Sessanta. Ma il libro è, comunque e davvero, un libro accessibile e anche avvincente, perché la narrazione è sempre molto chiara, ogni riferimento culturale è collocato nel suo contesto ed è spiegato, ogni affermazione teorica è accompagnata da esempi concreti, ogni tesi interpretativa è dimostrata con lucidi schemi logici, non vi è compiacimento snobistico nell'uso dei termini tecnici. Nell'edizione italiana, l'opera di traduzione, introduzione e annotazione è stata curata dalla rivista tolkieniana Endóre.