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venerdì 11 aprile 2014

English and Medieval Studies Presented to J.R.R. Tolkien on the Occasion of his Seventieth Birthday, 1962


English and Medieval Studies
Presented to J.R.R. Tolkien on the Occasion of his Seventieth Birthday
Curato da Norman Davis e C.L. Wrenn
George Allen and Unwin, London
1° ed. 1962, pp. 339
Rilegato con sovraccoperta


Quarta di copertina
Sul retro trovano posto gli annunci pubblicitari dei libri di J.R.R. Tolkien:
The Lord of the Rings

The Hobbit
Farmer Giles of Ham
The Adventures of Tom Bombadil
Beowulf and the Finnesburg Fragment


Note
Il professor J. R. R. Tolkien si ritirò nel 1959 dalla Merton Professorship of English language and Literature dell'Università di Oxford, che aveva mantenuto dal 1945. Prima era stato Rawlinson and Bosworth Professor of Anglo-Saxon a Oxford e Professor of the English Language all'Università di Leeds.

In riconoscenza per i grandi contributi alla Filologia e la Letteratura inglese medievale, ventidue tra ex allievi, amici e colleghi, concorsero a offrirgli un volume di studi in onore del suo settantesimo compleanno, festeggiato nel 1962. I saggi in questo volume trattano principalmente argomenti cari al professor Tolkien - il carattere e il metro della poesia in antico inglese, l'Ancrene Riwle, Piers Plowman, Chaucer, vari aspetti della letteratura medievale, e alcuni legami tra il norreno e l’inglese. Il libro fu curato dai successori del professor Tolkien a Oxford, C. L. Wrenn e Norman Davies.


Contents
A Short Ode to a Philologist by W. H. AudenThe Old English Epic Style by A. Campbell
The Appreciation of Old English Metre by A. J. Bliss
King Alfred’s Last War by M. E. Griffiths
Six Questions of Old and Middle English Morphology by C. E. Bazell
Studies in Late West Saxon Labialization and Delabialization by Pamela Gradon
The Bodmer Fragment of Ælfic’s Homily for Septuagesima Sunday by N. R. Ker
A Neglected Manuscript of British History by S. R. T. O. d’Ardenne
Ormulum: Words copied by Jan van Vliet from parts now lost by R. W. Burchfield
Norse Alliterative Phrases in the Ormulum by E. S. Olszewska
The Affiliations of the manuscripts of Ancrene Wisse by E. J. Dobson
God and Man in Troilus and Criseyde by T. P. Dunning
Chaucer’s Translation of the Bible by W. Meredith Thompson
God’s Wenches and the Light that Spoke (a note on Langland’s kind of poetry) by Nevill Coghill
The Anthropological Approach by C. S. Lewis
The Textual Trasmission of the Alliterative Morte Arthure by Angus McIntosh
Thurstable by G. Turville-Petre
Art and Tradition in Skírnismál by Ursula Dronke
Two Sixteenth-Century Editions of the Life of St Catharine of Alexandria by Auvo Kurvinen
Climates of Opinions by J. A. W: Bennett
Magic in an Anglo-Saxon Cemetery by C. L. Wrenn [and] Man and Monsters at Sutton Hoo by Norman Davis


Plates
J.R.R. TolkienThe Woden page of MS, Liége University Library 369 CThe Sutton Hoo plaque and the Moorea carvingPare from Parangahau and Rotorua


Sotto la fotografia di Tolkien, scattata da Pamela Chandler, è stampata la firma autografa del professore.


In apertura del volume, la poesia che Auden scrisse per Tolkien A Short Ode to a Philologist.


Figures
The stemma of the manuscripts of Ancrene Wisse
The runes on the Caistor astragalus



Nel testo il saggio scritto da Robert Burchfield accennato nella presentazione del volume della Philological Society.


E nel testo di Burchfield il riferimento all'aggettivo Ednew con il quale Tolkien chiama Re Theoden nelle Appendici A del Signore degli Anelli. Un termine non tradotto nell'edizione italiana e non solo...

Tolkien, Ormulum e il “Theoden rinnovato”
In quest’ultimo saggio, Burchfield fa notare [p. 99] come vi è una parola, /ednewe/ che è presente in Medio inglese nell’Ormulum, che è l’equivalente in inglese antico dell’avverbio /anew/ [di nuovo, da capo, ancora, un'altra volta] o dell'aggettivo /renewed/ [rinnovata]. Nel Signore degli Anelli, Tolkien usa quest’aggettivo nell’Appendice A, The King of the Mark, presentando Re Theoden.
Scrive Tolkien:

«2948-3019 - 17. Theoden. He is called Theoden Ednew in the lore of Rohan, for he fell into a decline under the spells of Saruman, but was healed by Gandalf, and in the last year of his life arose and led his men to victory at the Hornburg, and soon after to the Fields of Pelennor, the greatest battle of the Age. He fell before the gates of Mundburg. For a while he rested in the land of his birth, among the dead Kings of Gondor, but was brought back and laid in the eighth mound of his line at Edoras. Then a new line was begun».
[J.R.R. Tolkien, The Return of the King, George Allen and Unwin, 1966, pp. 350-351]

Scrive Hilary Wynne:

«Il nome "Théoden" si riferisce al sostantivo maschile Anglosassone, þeoden, es che è definito da Boswort come “Il capo di un: þeod (una nazione popolo), un principe, un re”. Inclusi i termini derivati dal Sassone antico “thiodan” e l’Islandese “Þjóðann”. Il suo nome come Re Théoden “Ednew”, deriva dall’Anglosassone ed-nowe, “recuperare, guarire, riacquistare, rinnovare”».
Wynne, H. "THEODEN". In Drout, M. D. C. J.R.R. Tolkien encyclopedia: scholarship and critical assessment, Taylor and Francis, 2007, p. 643.

Nell'edizione italiana del Signore degli Anelli, l’Alliata tradusse il passo con:

«2948-3019 17. Théoden.  La storia di Rohan lo ricorda con il nome di Théoden Ednew; egli cadde infatti in disonore soccombendo agli incantesimi di Saruman, ma fu guarito da Gandalf, risorgendo a nuova vita e conducendo i suoi uomini nella vittoria del Trombatorrione e in quella riportata sui Campi del Pelennor, la più grande battaglia della Terza Era.  Egli cadde davanti ai cancelli di Mundburg. Riposò per qualche tempo nella sua terra di nascita, fra i Re di Gondor, ma fu riportato in patria e seppellito nell'ottavo tumulo della sua linea a Edoras. Incominciò allora una nuova linea».
[J. R. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Bompiani, 2014, p. 1154]


Il non averlo tradotto in italiano, lascia quasi incompiuto un passo che al contrario assumerebbe nuova luce se “Ednew” fosse sostituito con l’aggettivo “rinnovato”. Da una ricerca personale tra le edizioni presenti nella mia collezione, ho trovato che il termine non è tradotto nelle traduzioni: francese, finlandese, tedesco, croato, spagnolo catalano, portoghese e olandese. Mentre in quella norvegese è scritto /edny/ e in quella serba /ednu/, restando di fatto invariato. A differenza di altre traduzioni che lo traducono: in polacco con /odrodzonym/ [rinato]; in ungherese con /ujjaszuletett/ [nato di nuovo]; in ceco con /obnoveny/ [restaurato, ripristinato] e in rumeno con /renascutul/ [rinato].