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domenica 8 giugno 2014

La registrazione inedita del discorso di Tolkien a Rotterdam (1958) e l'intervista a René van Rossénberg




È quasi impossibile non entusiasmarsi alla notizia del ritrovamento di un qualcosa legata a John Ronald Reuel Tolkien. L’emozione e l’attesa accomuna tutti i tipi di appassionati tolkieniani: dal lettore assiduo del Signore degli Anelli, a chi lo ha scoperto grazie ai film di Peter Jackson, dagli studiosi delle sue opere accademiche e filologiche al collezionista che non vede l’ora di poterlo annoverare nella sua libreria.

Il lavoro di ricerca sulla vita e le opere di Tolkien non coinvolge solo il figlio Christopher ma anche diversi studiosi – non molti per la verità - che durante i loro studi e ricerche hanno portato alla luce documenti, pezzi di vita, scritti o collegamenti interessanti e sconosciuti ai più. Solo per citarne alcuni Christina Scull e Wayne G. Hammond, Michael D.C. Drout, Michël Devaux e, se mi è consentito, il sottoscritto con il ritrovamento di un appello firmato da Tolkien nel 1933, fino ad oggi inedito, a favore dell’Esperanto.
Una delle ultime scoperte in senso cronologico è quella della registrazione audio del discorso che il professor Tolkien tenne a Rotterdam durante la sua partecipazione, prima e unica, alla Cena Hobbit promossa dalla più importante libreria della città, la Voorhoeve and Dietrich su spinta dell’editore olandese Het Spectrum e quello inglese Allen and Unwin.

Autore della scoperta, è l’olandese René van Rossénberg, che dal 1986 ha aperto a Leiden, Olanda, la più importante e meravigliosa libreria, Tolkienshop, interamente dedicata a J.R.R. Tolkien al cui interno trovano posto oltre a centinaia di libri e oggetti anche la sua collezione privata che da sola vale il lungo viaggio fino ai Paesi Bassi. Ma René è stato anche ex assistente” presso l’Università di Leiden e per molti anni Presidente della Società Tolkieniana Olandese “Unquendor, oltre ad essere oggi un importante studioso delle opere e della vita di Tolkien.

Oronzo Cilli e René van Rossénberg a Leiden 2013
Prima di parlare del ritrovamento del nastro, che in realtà è avvenuto nel 1993 ma solo oggi è stata reso pubblico, è bene fare un breve cenno alla visita olandese del professor Tolkien.

È bene ricordare che la prima traduzione di The Lord of the Rings si è avuta nel 1956 in Olanda con la pubblicazione in tre volumi con The Fellowship of the Ring tradotto in De Reisgenoten per i tipi della Het Spectrum di Utrecht. L’anno successivo, verso la fine di novembre 1957, un dipendente della Voorhoeve and Dietrich, Cees Ouboter, attraverso la casa editrice olandese scrisse a Tolkien chiedendogli di partecipare a un evento in suo onore a Rotterdam nel mese di gennaio 1958. La corrispondenza tra i due continuò e la data, per ragioni legate all’organizzazione e all’indisponibilità di Tolkien per via di un problema familiare, fu fissata il 28 marzo 1958. La conferma della partecipazione fu data dallo stesso Tolkien in una lettera dell'8 marzo al suo amico e collega, Professor Harting.
Tolkien ricevette i biglietti da Rayner Unwin il 19 marzo e il 28 marzo giunse in Olanda con la nave Duke of York la mattina presto. All’arrivo trovò Ouboter, il quale sventolava una copia della Compagnia dell’Anello, che lo affidò a Jo van Rosmalen, il responsabile del dipartimento pubblicitario della Het Spectrum. Van Rosmalen accompagnò Tolkien prima in un ristorante e poi in giro per Rotterdam, e questi restò colpito dai segni visibili dell’appena terminato secondo conflitto mondiale e dai tanti parchi. Scrive René van Rossénberg nel suo saggio Tolkien’s Exceptional Visit to Holland: A Reconstinction (d’ora in poi R. van Rossénberg, 1992) pubblicato nel 1992 in Proceedings of the J.R.R. Tolkien Centenaiy Conference e tradotto in italiano da Sabrina Giuriceo per «Minas Tirith» (n. 22, 2008, pp. 125-140) che:

«Mostrò un grande interesse per la vegetazione e una certa conoscenza della stessa: ne conosceva i nomi latini e inglesi e di continuo chiedeva a Rosmalen i nomi in olandese di alberi e fiori; e se Rosmalen non li conosceva, Tolkien gli traduceva in olandese i nomi dal latino e dall’inglese per vedere se così gli dicevano qualcosa. Tolkien aveva una certa conoscenza dell’olandese» (R. van Rossénberg, 1992)

All’ora di pranzo passarono dalla libreria e dopo aver scambiato alcune parole con i dipendenti e i clienti, Tolkien chiese di essere accompagnato in albergo per riposare. Dopo la pausa in albergo, van Rosmalen passeggiò ancora con Tolkien per Rotterdam e alle 17 raggiunsero il luogo dell’incontro della Cena Hobbit, in olandese Hobbit-maaltijd: il ristorante Flev di Rotterdam.
Tolkien tiene il suo discorso
Diritti di C.M. Tholens
All’incontro presero parte circa duecento persone, ma come racconta Réne nel suo lavoro, le richieste furono molte di più, a cui si aggiunse un Comitato d’onore composto dal sindaco di Rotterdam, Gerard van Walsum, il suo assessore alla cultura, due rappresentanti dell’ambasciata britannica e cinque docenti, tra i quali un amico e collega di Tolkien dell’Università di Amsterdam, il Prof. Piet Harting.
A introdurre i lavori Gus Sötemann (che più avanti diventerà Professore di Lingua e letteratura olandese all’Università di Utrecht), che convinse l’editore olandese a pubblicare l’opera di Tolkien. Il primo a parlare fu Cees Baars, l’amministratore delegato della Voorhoeve and Dietrich, a seguire la nota autrice olandese Hella Haasse, il direttore dell’Het Spectrum Daniël de Lange, poi il professor Pier Harting e Cees Ouboter. Al terrmine, alcuni interventi dal pubblico. L’intenzione era quello di parlare mentre si cenava, ma nessuno seguì questa indicazione tranne Tolkien che: «Si buttò immediatamente su ciò che gli era stato messo davanti e così provò di essere un vero hobbit».(R. van Rossénberg, 1992). La cena Hobbit prevedeva “l’insalata con uova all’Omorzo Cactaceo”, “Verdure di Baccador”, “Gelato con frutta di Gildor” e la “Zuppa alla Maggot”. Non poteva mancare tabacchi olandesi offerti dalla Van Rossem che l’offrì in bellissimi vasetti di porcellana blu Delft e pipe d’argilla vecchio stile.

Arrivò poi il turno del tanto atteso ospite.

«Tolkien sorprese il suo pubblico iniziando con un saluto in olandese “beste luitjes” (cara gente). Il discorso che tenne fu una parodia del discorso d’addio di Bilbo Baggins all’inizio de II Signore degli Anelli, con l’aggiunta qua e là di celie e un po’ d’olandese ed elfico, che piacque molto all’audience di Rotterdam» (R. van Rossénberg, 1992).

E in conclusione disse:

«Sono passati esattamente vent’anni da quando ho cominciato a completare la storia dei nostri riveriti antenati Hobbit della Terza Età. Guardo a est, a ovest, a nord e a sud e non vedo Sauron, ma vedo che Saruman ha molti discendenti. Noi Hobbit non abbiamo contro di loro alcuna arma magica. E tuttavia, miei gentili hobbit, brindo a voi rivolgendovi quest’augurio: agli Hobbit! Possano sopravvivere ai Saruman e vedere di nuovo la primavera tra gli alberi». (H. Carpenter, La vita di J.R.R. Tolkien).

Moltissimi gli aneddoti raccontati da René van Rossenberg con riferimento alle domande del pubblico ma tra quelle che più colpiscono, la risposta che Tolkien diede al professor H.W. Lambers, uno dei clienti della Voorhoeve and Dietrich, che riferendosi:

«All’emozionante scena ai confini di Mordor, quando Gollum si piega su Frodo che dorme, lacerato tra l’amore di Gollum per l’Anello e la parola d’onore di non prenderlo data da Sméagol a Frodo. L’elemento cruciale in questa scena, secondo Lambers, è la “diffidenza” che fa sì che il Bene agisca come Male: Gollum è addolcito dalla vulnerabilità dello hobbit dormiente ed è sul punto di redimersi; ma Sam, fuorviato dall’amore per il suo padrone, interviene e impedisce così la rinascita di Sméagol. La bontà di Sam rende impossibile quella di Gollum. E Tolkien rispose: “Ho pianto mentre la scrivevo”». (R. van Rossénberg, 1992)

Di quella serata, sembrava solo restare il ricordo dei presenti. Poi finalmente la grande notizia: esisteva una registrazione. Su questo ho chiesto direttamente a chi ha scoperto il nastro, René van Rossénberg:

O.C.: Come è nata la tua ricerca?
R.v.R: Nei primi anni Novanta ero presidente della Unquendor, la Società Tolkieniana Olandese, e pensai di scrivere un intervento sul legame tra Tolkien e i Paesi Bassi al Tolkien Centenary Conference al Keeble College di Oxford del 1992. La ricostruzione fatta da Humphrey Carpenter nella sua biografia, era un buon punto di partenza. Ho intervistato gli organizzatori di quella sera del marzo 1958 e alcune delle persone presenti, rintracciato alcuni testi dei discorsi, ho trovato ritagli di giornale e le fotografie scattate durante l'evento. Io mi sono formato come storico, quindi so come fare questo tipo di ricerche. Per quanto riguarda il discorso tenuto da Tolkien, in un primo momento ho avuto solo cattive notizie; il testo andò perso e chi partecipò non aveva una chiara idea di che cosa esattamente parlò. “E ' stato divertente” è stata di solito tutto quello che ho sentito da loro. Eppure, venne fuori che esisteva una registrazione su nastro, ma non era chiaro se quel nastro fosse sopravvissuto e dove potesse essere. Ho dovuto cercare abbastanza, ma alla fine ci sono riuscito».

O.C.: Perché solo oggi la notizia?
R.v.R.: Il nastro è abbastanza vecchio e ha bisogno di essere restaurato in maniera professionale e conservato affinché possa sopravvivere. Attendere ancora sarebbe stato poco saggio e ho pensato che questo fosse il momento giusto.

O.C.: In tutto questo che ruolo ha avuto la Tolkien Estate?
R.v.R: Il nastro è un vecchio formato a bobina. Quando l’ho sentito per la prima volta è stato difficile ascoltare ciò che Tolkien stava dicendo. Un vecchio nastro dove si sentivano dei rumori e poi Tolkien non parlava sempre direttamente nel microfono. Ho preparato un file digitale e ho inviato una copia a Christopher Tolkien per sapere se poteva darmi un aiuto a trascrivere il discorso del padre. Su mia richiesta aveva già cercato gli appunti di suo padre con il testo del discorso, ma non riuscì a trovarlo. Christopher Tolkien è stato gentilmente e mi ha aiutato moltissimo con questo progetto dandomi il permesso di renderlo pubblico.

O.C.: E ora cosa accadrà?
R.v.R: Si tratta di un progetto congiunto tra me, Jay Johnstone e lo staff di Legendarium. Dalla base del 1993 a oggi, la qualità del suono è migliorata notevolmente. Poiché il progetto è in progress vi informeremo su tutto ciò che accade. Basta tenere d'occhio il mio sito web www.tolkienshop.com, e quello di Legendarium, http://legendarium.mymiddleearth.com/.


Non ci resta che attendere.