mercoledì 20 gennaio 2016

Le memorie del cardinale Mindszenty e l'appello a suo favore firmato anche da Tolkien


Memorie
di József Mindszenty
traduzione dal tedesco di Biagio Marenco
Rusconi, Milano, 1991, pp. 390
Rilegato con sovraccoperta
In copertina una fotografia del cardinale Mindszenty

Nacque nel 1892 nel villaggio ungherese di Mindszent e, dal 1941, scelse di cambiare il suo cognome in Mindszenty, con riferimento alla sua città natale. Presbitero nel 1915, nel 1919 divenne sacerdote e, in quanto tale, fu incarcerato dai comunisti di Béla Kun saliti al potere in Ungheria. Vescovo di Veszprém nel 1944, il 25 marzo fu consacrato nella cattedrale di Strigonio, e tra il 1944 e il 1945, incarcerato nuovamente dai nazisti. Agli inizi di ottobre fu nominato primate d’Ungheria e arcivescovo di Strigonio e nel febbraio 1945, Papa Pio XII lo elevò Cardinale. Per questo suo ruolo divenne una minaccia per il regime ungherese, ormai satellite dell’Unione Sovietica, e il giorno di Santo Stefano del 1948 fu arrestato dalla polizia mentre era in episcopio. Per fargli ammettere crimini inesistenti contro il regime comunista fu sottoposto ad ogni sorta di umiliazione e tortura che lo videro condannato all’ergastolo dopo un processo-farsa. I continui soprusi lo portarono a cedere e firmare l’accusa che lo voleva cospiratore del regime, ma un filo di lucidità gli fece apporre in calce la sigla C.F. (coactus feci, ossia “firmai perché costretto”). Il caso Mindszenty creò un forte eco internazionale a suo sostegno che vide anche coinvolto lo stesso J. R. R. Tolkien, come vedremo in seguito. Dopo otto lunghi anni tra prigionia e arresti domiciliari, contraendo anche la tubercolosi e subendo l’umiliazione più grande di non poter leggere testi sacri, inginocchiarsi o pregare, nel 1956, con la sollevazione popolare fu liberato. Ma la reazione sovietica riportò il regime al potere e lui fu costretto a trovare rifugio a Budapest nell’Ambasciata americana e ad essere assente ai conclavi del 1958 e del 1963. Grande oppositore del regime comunista condusse una lunga battaglia contro alcuni comportamenti vaticani come la nomina dei vescovi graditi al regime, rifiutando qualsivoglia compromesso. Mindszenty si ritrovò a vivere la nuova politica conciliante con i regimi comunisti avviata dal vaticano negli anni sessanta e guidati dal cardinale Agostino Casaroli, nominato Responsabile del dialogo con i Paesi del Blocco dell’Est, che incontrò più volte. Casaroli lo considerava un ostacolo alla sua missione di conciliazione pur ammirandolo per la forza d’animo e la grandezza spirituale e morale. Rifiutò di vivere presso la Santa Sede ma, nel 1971, dopo l’intervento del presidente americano Nixon, si trasferì a Roma. Successivamente si trasferì a Vienna, nel collegio ungherese di Pázmámy e da lì continuò la sua opera di testimonianza delle crudeltà del comunismo fino al novembre 1973, dopo che il regime ungherese aveva ottenuto dal vaticano il suo silenzio, quando Paolo VI gli chiese di dimettersi da primate di Strigonio. Dopo un rispettoso diniego, lo stesso pontefice lo sollevò dall’incarico. Morì a Vienna il 6 maggio 1975 morì per un arresto cardiaco a seguito di un intervento chirurgico e nel 1991 le sue spoglie furono trasportate solennemente da Mariazell a Strigonio e tumulate nella cripta della cattedrale di Nostra Signora e di sant’Adalberto. Il 22 ottobre 1996 è stata avviata la causa di canonizzazione e la definitiva riabilitazione legale, politica e morale si è avuta nel 2012 dalla Procura generale ungherese che ha posto fine all’infamia subita nel processo-farsa del 1949.

Tolkien e Mindszenty
Come si è scritto, l’arresto del cardinale Mindszenty nel 1948 provocò fortissime reazioni nell’ambiente cattolico in tutto il mondo e diversi furono gli appelli in favore della sua scarcerazione. Nel Regno Unito si schierò la Newman Association di cui faceva parte lo stesso Tolkien, nata nel 1942, e registrata cinque anni dopo, con l’intento di riunire i laureati cattolici e approfondire i temi della fede cristiana. L’Associazione s’ispira al Cardinale John Henry Newman, che voleva “un laicato non arrogante, non precipitoso nei discorsi, non polemico, ma uomini che conoscono la propria religione, che in essa vi entrino, che sappiano bene dove si ergono, che sanno cosa credono e cosa non credono, che conoscono il proprio credo così bene da dare conto di esso, che conoscono così bene la storia da poterlo difendere” (The Present Position of Catholics in England, IX, 390). Come sappiamo, la figura di Newman è stata legata a Tolkien sin dai primi del novecento quando cominciò a frequentare l’Oratorio San Filippo Neri di Birmingham voluto dallo stesso Cardinale e dove ebbe come tutor padre Francis Xavier Morgan.

La Newman Association redasse un appello pubblico a favore della scarcerazione del cardinale Mindszenty inviato al The Times affinché lo rendesse pubblico. Il testo è stato ritrovato nel 2011 da Douglas A. Anderson che lo pubblicò sul suo blog.


Tra i firmatari compare il nome di J. R. R. Tolkien.

CARDINAL MINDSZENTY

TO THE EDITOR OF THE TIMES

Sir,-On behalf of the Newman Association, composed of some 1,500 Catholic professors and other Catholic graduates of the British universities, we wish to register a strong protest against the action of the Hungarian Government in arresting the Cardinal Primate of Hungary. During the last three years we have see many examples of the ever-extending violation of freedom in countries under Soviet domination or Soviet influence. The arrest of the Cardinal Primate is the climax of a whole series of such incidents in Hungary and elsewhere, but from our experience of the present and the past we look forward with a very real apprehension. No one can claim any longer to be safe. The time has now arrived when it must be made clear, without diplomatic equivocation, that the conscience of the civilized world is shoched by the denial of religious liberty in Hungary and other areas of eastern and central Europe.
The arrest of the Cardinal Primate is almost without precedent in the last 1,000 years. It must be made clear beyond dispute to the Hungarian Government that by their action they have forfeited the respect of thinking men and women of all the western nations, and that they have made a mockery of all movements by the United Nations and other agencies for the promotion of peace based on justice and freedom. We regard it as the duty of the British Government to make emphatically clear to all concerned how deeply the people of Britain have been shocked by the action of the Hungarian Government.
We have the honour to be, Sir, your obedient servants,

Alexander Moncrieff, Honorary President; Leslie Aitchison, A. J. Allmand, Thomas Bodkin, A. Leyland Robinson, Edgar Prestage, G. Temple, J. R. R. Tolkien, Edmund Whittaker, F. de Zulueta, Honorary Vice-Presidents, Newman Association. 31, Portman Square, W.1.

In «The Times», venerdì 28 gennaio 1949, p. 5.