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martedì 9 agosto 2016

Tolkien e l'intervista completa e inedita per la BBC 2 del 1968


Dal 5 al 9 febbraio 1968, John Izzard intervistò Tolkien per quello che sarebbe diventato poi il documentario televisivo Tolkien in Oxford, andato in onda sulla BBC 2 il 30 marzo dello stesso anno diretto dal regista Leslie Megahey, al suo primo lavoro. Tolkien incontrò Izzard a casa sua, al 22 di Nothmoord Road, e con lui passeggiò per Oxford raccontando dei suoi libri e le diverse passioni, come quella per la birra e la natura. Ora, grazie alla BBC, l’autore del Signore degli Anelli è “tornato” a parlare in un programma andato in onda su BBC 4 Radio, sabato 6 agosto 2016 alle 20.
Questo il documentario completo mandato in onda il 30 marzo 1968 dalla BBC 2 ((© BBC).

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La puntata del 6 agosto 2016 e il materiale inedito
Il documentario mandato in onda, infatti, vide solo un piccola parte di tutta l’intervista registrata in quei giorni ma oggi, Stuart D. Lee (foto), della Facoltà d’Inglese al Merton College, grande appassionato di Tolkien, ha avuto la possibilità di scavare negli archivi cinematografici della BBC e accedere al materiale originale. La “riscoperta” è stata narrata e discussa durante la trasmissione della BBC e ha visto riuniti il regista Megahey, all’epoca ventiquatrenne, Patrick O'Sullivan, il critico Valentine Cunningham, che hanno discusso l’accoglienza dell’opera tolkieniana negli Stati Uniti in quegli anni, e Michael Hebbert

Dalla registrazione completa, che è possibile ascoltare QUI, la BBC aveva annunciato che sarebbe “emersa l'immagine di un accademico giocoso il cui romanzo è stato poco rispettato dagli adulti dell’epoca e disprezzato come una forma minore di letteratura. E che questa tesi sarebbe stata fortemente difesa dal professor Tom Shippey e ricordato con affetto dal suo collega Roger Highfield”.
Lee, autore del monumentale A Companion to J.R.R. Tolkien, presenta i risultati della sua ricerca negli archivi della BBC a Dimitra Fimi, che considera ciò che Tolkien disse – e mai fu trasmesso – come “oro”, mentre per Lee, il vero tesoro del drago è stato il privilegio di ascoltare Tolkien mentre rilassato riflette sulla sua vita come mai si era visto prima. A presentare la serata, prodotta da  Anna Scott-Brown e Adam Fowler per Overtone Productions sarà Joss Ackland. 
In realtà, come potrete ascoltare, nella trasmissione durata circa un'ora, il Tolkien "inedito" si limita a poco più di 5 minuti. Personalmente, a parte il grande Shippey, considero la narrazione a contorno molto infantile - così come le musiche - e che non rende il giusto onore al professor Tolkien.


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Ma cosa ne pensò Tolkien dell’intervista…
Il 29 febbraio 1968, a pochi giorni dalla fine delle riprese, a tal proposito Tolkien scrisse una lettera a Donald Swann, il musicista che aveva prodotto con il libro The Road Goes Ever On A Song Cycle e inciso il disco Poems and Songs of Middle Earth. Nella lettera Tolkien non fu tenero, e le sue parole sono più che chiare:

© Pamela Chandler
Grazie per aver cercato di tirarmi su di morale. Ma non sono più sereno. Lei è troppo ottimista. In ogni caso il suo genere di impegno è molto diverso dal mio in quanto scrittore. Sono solo colpito dalla totale “falsità” del programma. Il produttore, un giovanotto molto simpatico, dotato di intelligenza e perspicacia, era tuttavia talmente confuso dalle esigenze della BBC che l'ultima cosa al mondo che voleva mostrare era io come sono o ero, senza parlare della dimensione umana. Sembravo perso in un mondo di trucchi e nonsense, e se c'era un disegno dietro tutto ciò, sembrava semplicemente voler dare l'immagine di un vecchio alticcio seduto accanto al fuoco, simile al uno hobbit, un pallone gonfiato. Le proteste sono state inutili, cosi ho rinunciato e sono stato al gioco meglio che potevo. Mi hanno detto che l“immagine che ne è risultata era molto buona al che mi si è gelato il sangue nelle vene: vuol dire che hanno ottenuto quello che volevano, e che il mio temperamento istrionico (una volta mi piaceva “recitare”) mi ha tradito e ha fatto si che stessi al loro gioco. Non mi hanno fatto salire su un elicottero, e mi ha stupito che non ne abbiano usato uno al posto dell’aquila: sembravano fare una confusione incredibile fra ME e i miei racconti, e mi hanno anche fatto assistere ad uno spettacolo di fuochi d’artificio: cosa che non avevo più fatto da quand’ero ragazzo. I fuochi d’artificio non hanno alcun significato speciale per me. Compaiono nel libro (e sarebbero comparsi anche se non mi fossero piaciuti) perché fanno parte della rappresentazione di Gandalf, portatore dell'Anello di Fuoco, colui che accende: dei suoi poteri egli mostra agli hobbit quello più banale, l'abilita nei fuochi d’artificio. (Lettere, n. 301 pp. 437-38)

Con la riproposizione del materiale "inedito", credo che la BBC abbia perso, per la seconda volta, una buona occasione. 


Alcuni stralci dell’intervista era già stati diffusi nel 2007
Stralci di quell’intervista non andata in onda nel 1968, secondo Pieter Collier di TolkienLibrary, sono stati trasmessi in occasione dell’uscita dei Figli di Hurin, il 7 aprile 2007, e all’interno di un servizio andato in onda per l’Australian Broadcasting Corporation il 19 aprile dello stesso anno dove compare anche Adam Tolkien.

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Qui la trascrizione di questo video andato in onda il 7 aprile 2007 (© BBC):

J.R.R. Tolkien: Everybody, including divine spirits under god, makes mistakes in this mythology, and of course the gods made a primary error. Instead of leaving elves and men to find out their way under the guidance of god, they invited the elves because the rebel amongst them, the wicked god Melkor, was alive and devastated a large part of the world.
They took them back into their paradise in the west to protect them, and so the whole machinery starts from the rebellion of the elves, and therefore, in rebellion of the evil they did in their bursting out from paradise.So what you've got in our period is two lots of elves: The ones that never started, just didn't want to, never bothered to be anything higher than they were, were the ordinary woodland elves of the far-east.Those who started to go to divine paradise and never got there, which are the grey elves of the west, and those who got and came back as exiled.
The higher elves, who sing this song to Elbereth in the beginning of the Lord of the Rings, are exiled elves who had once known what it was to see the demi-urgic gods in person.Now dwarves create a difficulty, don't they, in this particular thing. They have certain grievances against men and against elves. They are incarnate in bodies. While they are like ourselves, we don't know much about them, but they apparently are mortal, they are longaevall. Where do they come into the scheme? Well of course, a great deal of sort to provide their origin.I don't think I'll say anything about it at the moment, but they have a rational origin related to their theme, but they are not part of the children of god. That's all I can really say about this. 
Men are just men.


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Qui la trascrizione di questo video andato in onda il 19 aprile 2007:
(© Australian Broadcasting Corporation)


Presentatore Kerry O'Brien: The smash hit Peter Jackson Hollywood version of the 'Lord of the Rings' trilogy helped make the work of the English author, J.R.R. Tolkien, accessible to a whole new generation of readers around the world.
It's now been followed by a quite extraordinary literary event - a new Tolkien book. Many years after the author's death, edited from his notes by his son Christopher. The BBC's Newsnight program was given access to the book and an interview with Tolkien himself, which has never been broadcast before.Voce Razia Iqbal, from the BBC's Newsnight reports. 
(Miranda Otto da The Two Towers (2002) New Line Cinema)
Razia Iqbal: A plaintive lament from the epic movie trilogy 'The Lord of The Rings'. 
There is though little to lament about the Tolkien brand. A staggering 150 million people have bought the books. Fifty million of those since the film trilogy wowed fans and critics alike. 
J.R.R. Tolkien's classic work of fantasy started out in his mind as a book written for his children. 
J.R.R. Tolkien: I read it to my children. I read to the two elder ones who took a kindly and, on the whole, favourable an interest in it. But they criticised very severely and first opened my eyes to the whole situation which led to my essay on fairy stories, criticised very severely all those things in which my, owing to bad models, I though was suitable to put into a children's story. They hated asides, anything like, 'so now I've told you enough.' They loathed anything that made it sound as if you were talking to a, an actual audience. 
Razia Iqbal: The audience for Tolkien's books remains voracious and committed. And now some 50 years after the publication of the 'Lord of the Rings' the Tolkien literary estate have published a new work, 'The Children of Hurin'. 
Tolkien began writing it in the trenches during the First World War. Parts of it, though, have been seen before. 
Adam Tolkien: 'The Children of Hurin' hasn't been published as a stand alone tale and it's been published in works and also a long time ago before, among other things, before the films made Tolkien doubly, triply popular. And it's published in what are scholarly works and you can read the stories just for the stories, skipping the notes, but you're not going to get a simple start-to-finish story. And they're published with the name of very exact literary analysis, which means that if the story, it's one version of the story and if it's interrupted it stops there whereas 'The Children of Hurin', the new book, is worked together from all the author's words. But to become a stand alone story that can be read as such. 
(Musica dal film di Peter Jackson) 
Razia Iqbal: However, fans of Bilbo Baggins may be in for a bit of a shock with 'The Children of Hurin'. It is a dark tale of incest and betrayal and one in which most of the protagonists kill themselves or each other. 
Adam Tolkien: I think a bit too much is being made of the incest. That is, it's part of the tragedy of the story - that this brother and sister don't know that they're brother and sister. But it's, it is definitely a tragic tale. 
But I don't know, I don't know what people will make of it. It takes place in a part of Middle Earth that doesn't exist anymore when 'Lord of the Rings' takes place, but it's very much Middle Earth, it's very much the same world. And it is, it's a more serious tale in a sense than the 'Lord of the Rings'. 
Razia Iqbal: While 'The Hobbit' and the 'Lord of the Rings' remain the most popular of Tolkien's books, his more obscure works dealing with the ancient history of elves and men were to him all part of the same mythic tapestry. 
J.R.R. Tolkien: There are in existence a very large collection, now a collection impractically written, but legends about the, the world of the past, particularly after the exiles came back and conducted their war against the devil in the north-western part of this, this world we live in. And the connection of the, of the men who joined in with them. 
Adam Tolkien: We hope it will strike a chord in people who've discovered the stories of Middle Earth with the 'Lord of the Rings', but who don't really know about the other works or who've been, found them too difficult. And we, we think that this tale in particular, which was one tale that the author did work at enough so that we could produce a full length story, it's a beautiful tale in itself. And it may or may not strike a chord. People may think it doesn't have enough Hobbits in it, because there aren't any. 
(Music from the film) 
Presentatore Kerry O'Brien: And that interview with Tolkien was conducted just five years before his death.

Il regista Stuart D. Lee nel 2014, durante un incontro al Merton College di Oxford, ne discusse con il regista Leslie Megahey, il quale fu poi anche ospite d'onore della Tolkien Society nel 2015.